MESSA A FUOCO

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PREMESSA

La totalità delle fotocamere digitali oggi in commercio esegue la messa a fuoco automatica, regolando l’obiettivo in funzione della distanza di ciò che appare al centro del mirino. In alcuni casi è prevista anche una messa a fuoco manuale, che risulta preziosa in alcune situazioni dove il calcolo automatico può sbagliare: quando la luce è insufficiente per eseguire la misura di distanza in automatico, quando tale calcolo può essere fuorviato dalla presenza di ostacoli tra noi e il soggetto ( come quando si fotografa attraverso una cancellata oppure una finestra ), quando il soggetto da fotografare è poco contrastato rispetto al resto della scena (un oggetto chiaro su sfondo chiaro o viceversa), quando il soggetto da fotografare si muove rapidamente.

Molte fotocamere segnalano l’incapacità di mettere a fuoco in automatico con una luce lampeggiante oppure con un segnale acustico. A quel punto conviene passare alla regolazione manuale, oppure mettere a fuoco un altro oggetto più illuminato o più contrastato che sia alla stessa distanza dal soggetto della nostra foto e poi spostare l’obiettivo per ricomporre l’inquadratura originale, facendo attenzione a mantenere il tasto di scatto premuto per metà. In tal modo bloccheremo la messa a fuoco appena eseguita e potremo scattare semplicemente premendo il tasto fino in fondo.

 

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Teoria della Messa a Fuoco, si evidenzia una prima area sfuocata la zona di fuoco e la seconda area Sfuocata

Non tutti i coni sono uguali.
Abbiamo già visto, nella Panoramica Generale, che i coni si differenziano per colore e per intensità. Un’altra fondamentale caratteristica che li  differenzia è la lunghezza.

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Comportamento Messa a Fuoco Sui Colori Diversi della Luce

I coni provenienti da punti più lontani dall’obiettivo sono più lunghi rispetto ai coni provenienti dai punti più vicini. Non essendo tutti i coni di pari lunghezza, accadrà che non tutti colpiranno il sensore con la punta: quelli più lunghi verranno troncati andando a formare un cerchio e quelli più corti subiranno un inversione andando anche loro a formare un cerchio.

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Questi cerchi sono definiti circoli di confusione, abbiamo già accennato a questa teoria ed è possibile scaricare un File in PDF cliccando nell’icona a seguire per avere maggior dettaglio sull’argomentazione.

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Foto del profilo di Giordano Fassina

Written by 

Giordano Fassina, nato a Gavirate in provincia di Varese, sono da un ventennio appassionato in modo profondo dell'arte fotografica e mi diletto nel tempo che ho a disposizione a scattare e immortalare tutto ciò che la mia creatività mi suggerisce. La sintesi estrema è amo la fotografia in generale e cerco di esserne sempre più attratto.

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