“FINE ART” UNA FORMA ARTISTICA DI VALORE E PREGIO

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INDICE DELLA PAGINA

Prologo Addentriamoci in questa splendida Arte Perche Quando si parla di “Fine Art” si deve Intendere…. Resistere nel tempo
Le Carte Fine Art Carte Lucide & Baritate Carte Matte Tela Canvas
Carte Lucide & Semilucide “Value Grade” Work Flow Decisionale “Conclusioni” Carte Hahnemuhle entry-Level: Prova sul campo Photo Silk Baryta 310
Photo Mat Fiber 200 & Duo 210 Photo Glossy 26 Photo Luster 260 Photo Canvas 320
Conclusioni Sulla Carta Approfondiamo Un pò anche l’aspetto Stampa e Inchiostri Stampa In BN Analogica Vs Digitale Stampanti Ink Jet e Inchiostri
Come Certificare le proprie Stampe      

PROLOGO

Mi capita spesso di aprire i miei scrigni preziosi, ossia in modo più grezzo scatole metalliche dalle più svariate decorazioni, stile vintage dove custodisco con il massimo dell’attenzione e dell’affetto tantissime fotografie della mia infanzia gioventù ed adolescenza, lo stesso dicasi per nonni genitori,  papà e mamma abbracciati sulla spiaggia al mare mentre noi fratelli e amici si tentava di costruire fragilissimi e difformi castelli di sabbia, fratelli e quant’altro, ogni volta mi emoziono e suscito dentro di me una forma di legame sentimentale a questi ricordi che mai si affievolisce, anzi, ebbene potrete non essere concordi o pensarla come me, ad ognuno la sua interpretazione ma quello descritto è il “Magico Potere della Fotografia Stampata” niente a questa potenzialità, lo ribadisco niente a mio sommesso parere.

Chi e cosa può farci fare questo viaggio nel passato lontano tra persone che abbiamo amato e che hanno fatto parte in modo unico della nostra vita e che ora magari non ci sono più, in stretta relazione a questo concetto espresso vi invito fortemente a stampare le vostre foto, lasciate la possibilità ad altre persone fra 30/40/50 anni di poter sorprendersi ed emozionarsi vedendo questi momenti di vita narrati attraverso una forma espressiva unica, la fotografia stampata.

Indubbiamente ci sono molti modi per tradurre un’immagine digitale in fotografia stampata, non è ovviamente obbligatorio e vincolante per tutti attenersi a determinate regole, protocolli, procedure, normative ed altro di complesso per realizzare una foto su stampa, si può semplicemente tradurre una immagine di nostro gradimento in modo semplice e diretto, per ciascuno di noi quella fotto anche in queste modalità avrà un valore unico.

Viceversa se vogliamo dare anche pregio e valore artistico, ossia certificato e qualitativamente di altissimo livello, ossia rendere pregiata la nostra stampa, per poter essere esibita ad una mostra ad un concorso, e anche per essere venduto, allora in questa dimensione passiamo ad una gestione completamente diversa, passiamo ad una dimensione artisticavera e propria che può essere a tutti gli effetti associata alle “Belle Arti” parliamo quindi di “Fine Art”

ADDENTRIAMOCI MAGGIORMENTE IN QUESTA SPLENDIDA ARTE

“Fine Art” possiamo dire che è entrata nella nostra concezione culturale nell’immediato dopoguerra, quando si fa breccia il pensiero e l’idea di utilizzare o adottare una stampa di alta qualità, per vendere un servizio artistico atto a produrre stampe che potessero rappresentare su carta l’espressione generata da uno scatto, il tutto ovviamente rapportato a quelle che erano le possibilità tecnologiche del periodo storico contestuale.

Cerchiamo però adesso di capire molto chiaramente e in modo approfondito cosa significa o meglio cosa è il “Fine Art”.

Il Fine Art è portare l’immagine fotografica che abbiamo generato, una volta da negativo, ora da file digitale, su un supporto “Cartaceo” di estrema qualità, ossia che il materiale utilizzato in tal senso Le Carte” siano almeno Certificate secondo la Norma di riferimento la ISO 9706:1994 “Information and documentation — Paper for documents — Requirements for permanence” 

Questo standard è stato rivisto e confermato l’ultima volta nel 2015. Pertanto questa versione rimane attuale.

Specifica i requisiti per la carta permanente destinata a documenti indicati in termini di resistenza minima misurata da un test di lacrima, contenuto minimo di sostanza ( come il carbonato di calcio ) che neutralizza l’azione acida misurata dalla riserva alcalina, contenuto massimo di materiale facilmente ossidabile misurato dal numero di kappa, valori di pH massimo e minimo di un estratto di acqua fredda della carta. È applicabile a documenti stampati. Non è applicabile alle schede.

QUINDI PER UNA CHIAREZZA E COMPRENSIONE ANCORA MAGGIORE COSA SIGNIFICA ESSERE UNA CARTA CERTIFICATA?

Una carta quindi di estrema qualità e certificata deve essere esente da “Acidi, Acid Free, senza OBAS, senza Azzurranti, livello di lignine inferiore allo 0.60 %, ossia con tutta una serie di caratteristiche tecniche che possano quindi associare a tale ambito una carta unicamente di alta qualità, con questo supporto si deve effettuare successivamente una stampa con la massima tecnologia possibile, l’insieme di queste due condizioni generano quindi il “Fine Art”. Ad esempio con una stampante ad inchiostri “LUCIA” che hanno una durata su una carta opaca signsfree, con una flattatura, possono arrivare ad una durata  di circa 400 anni, non è un errore IV Secoli, quindi è altresì fondamentale  scegliere la carta giusta per il tipo di progetto che si vuole realizzare e che si è pensato prima, in modo attento di rendere concreto e palpabile attraverso questo processo di estrema qualità che è detto appunto “Fine Art”

PERCHE’ QUANDO SI PARLA DI “Fine Art” SI DEVE INTENDERE “Pregio, Valore, Qualità Estrema, Garanzia”

Quanto espresso sino a questo punto, all’interno della presente pagina ha sicuramente evidenziato un aspetto, ossia che siamo in presenza di una forma artistica di alto livello, dove quello che si realizza acquisisce concretamente valore nel più alto significato del termine stesso.

Quando si stampano delle fotografie che sono in tutto e per tutto “Fine Art” significa anche ed in modo vincolante “Certificare” il prodotto che si va ad esporre a mostrare a vendere, in questo modo il Cliente è totalmente consapevole di ammirare, osservare, acquistare un prodotto di estrema qualità e come detto di assoluto valore. 

Fare prodotti che possono essere associati autenticamente al “Fine Art” significa coinvolgere ed applicare tutta una serie di attività che concorrono in questa direzione e a tale obiettivo, non si può pensare di fare stampe in “Fine Art” improvvisandosi fotografi, utilizzando uno smartphone, un iPad o altro di tecnologico che oggi è fruibile sul mercato in modo semplice e rapido, non possiamo ipotizzare di usare una stampante normalissima per scopi fotografici, e pensare di fare “Fine Art” la stampa deve essere curata in modo maniacale, che non significa avere 2000 parametri da tenere sotto controllo, ma di controllare le condizioni di base, collegate agli strumenti primari, che devono essere conosciute prima a livello teorico e poi pratico,  sperimentandole  sul campo, ossia applicare un corretto work flow che porti a realizzare un prodotto di estrema qualità.

Non si può pensare di fare una stampa di qualità dicevamo prima, con una stampante da 150 euro, ad esempio lo stesso dicasi per il monitor che funge da interfaccia con la stampante, questo non può essere un monitor normale ma uno professionale che ovviamente ha un costo significativo, inoltre con dei parametri di regolazione differenti da un monitor utilizzato per la postproduzione

Ci sono contesti e posso citarvi a titolo di esempio, uno degli Hotel più lussuosi di New York che sono totalmente arredati con quadri di stampe Fine Art, per farvi capire il valore e il prestigio di questa forma artistica e dei prodotti che essa può generare.

La fotografia è da sempre stata una forma espressiva artistica, che ha permesso di lasciare a noi tramandata dai nostri predecessori come, si viveva, come erano i luoghi nei quali si è vissuto, come si è cresciuti e cambiati nelle varie epoche attraversate, ecco questo noi dobbiamo trasmetterlo e lasciarlo a nostra volta, ma in un epoca totalmente digitalizzata, quindi quale elemento fondamentale vitale e vivo per poterlo fare, la stampa delle nostre fotografie, ma con valore qualità e in forma certificata.

RESISTERE NEL TEMPO

La stampa “Fine Art” è un prodotto che resisterà nel tempo a mio modesto parere, ma  altri molto più autorevoli di me, uno su tutti “Alessio Buonazia” , sostiene infatti, che  questo realizzare stampe non è un problema in quanto tale, ma esclusivamente di prodotto, cerco di spiegarmi meglio, il Fine Art ad esempio significa anche realizzare una stampa di una foto, applicarla su una tavoletta di cotone, il tutto come citavamo certificato per una rispondenza a determinati requisiti anch’essi garantiti, che tradotto esprimono un prodotto di pregio, che sarà sempre richiesto, apprezzato, acquistato e valorizzato in modo crescente.

Questa forma artistica non ha nulla a che vedere o relazionarsi alla classica stampa di fotografie a livello industriale, si certo anche dal processo descritto si ricavano delle stampe, ma il “Fine Art” è un altro mondo, il singolo foglio di carta utilizzata nel “Fine Art” ha un costo completamente differente e notevolmente più alto, ma per i motivi che sono stati descritti e che giustificano totalmente questo aspetto.

Quindi facendo una rapida Sintesi:

Per stampa Fineart si intende un processo completo che cura la rappresentazione di un’immagine digitale su un supporto speciale, tipicamente cartaceo, attraverso una stampante. Per la produzione di stampe Fineart esistono essenzialmente due tecnologie, la prima, getto d’inchiostro (ink jet) per la quale spesso viene usato anche il termine ìgiclÈeî, neologismo coniato nel 1991 da Jack Duganne per intendere la stampa a getto d’inchiostro.

Questa tecnologia di stampa consente di raggiungere straordinari risultati in termini di qualità cromatica, risoluzione e durata nel tempo, grazie anche all’ultima generazione delle stampanti Epson e dei nuovi inchiostri HDR ( CcMmYKkkGO ) su carte pregiate in fibra di cotone.

LE CARTE FINE ART

Stiamo continuando a parlare di “Fine Art”, ma credo sia doveroso dare un pò di spazio interpretativo ed in particolare conoscitivo del supporto per fare “Fine Art”, in questo ambito ruolo fondamentale è ricoperto dalla carta.

Le Carte Fine Art sono disponibili in un numero elevatissimo di tipi anche significativamente diversi tra loro, il tutto moltiplicato per almeno 10 marche che possono ambire al titolo di Top Quality…
Si tratta di una scelta molto vasta, ma ho visto che troppo spesso ciò crea una sensazione di disagio se non di panico in chi è agli inizi…si guarda, si legge, ma non si sa cosa scegliere e nel dubbio… non si sceglie nulla e non si stampa. Che occasione sprecata!

La buona notizia è che le carte sono veramente riconducibili a 2 o 3 tipi principali e all’interno di queste le differenze, per quanto visibili e importanti, non sono tali da modificare l’aspetto finale della Stampa. Questi sotto-tipi quindi non spostano la qualità del risultato finale, possono aggiungere un qualcosa che spesso è più legato all’autore che al fruitore della foto.
Io ho stampato praticamente su tutte le carte delle maggiori Cartiere e sono giunto ad alcune conclusioni che sono alla base dei consigli che vi darò. Sono naturalmente soggettivi, basati sul gusto mio e dei clienti con cui ho lavorato.

Vediamo dunque quali sono i tipi principali di Carte Fine Art, seguendo la divisione fatta da vari tipi di produttori come Canson Infinity e Hahnemühle.

1. CARTE LUCIDE E BARITATE

Come dice il loro nome queste carte hanno superficie riflettente lucida, ma nel caso delle Carte Fine Art, spesso non sono lucide come quelle politenate, ma sono satinate, semilucide o Baritate.
Quelle Baritate in particolare sono carte veramente speciali che hanno un vero strato di Solfato di Bario in superficie, come sulle carte usate nel processo di Stampa analogico. Rappresentano la migliore soluzione per la stampa di altissima qualità ad ampio Gamut, infatti la possibilità di usare il Nero Fotografico consente di ottenere neri profondissimi e gamut di grande ampiezza come sulle carte lucide…ma non sono lucide! Hanno una “texture” che ricorda le carte baritate usate in Camera Oscura e una lucentezza che non provoca riflessi indesiderati. La qualità e nobiltà di queste carte conferisce un senso di grande respiro alle stampe e ne aumenta il valore artistico. Veramente stupefacenti sia sul Colore che sul Bianco e Nero, sono indicate per immagini con Colori vivi e intensi oppure per il Bianco e Nero con grandi profondità del Nero
…sembrano parole tratte da un opuscolo pubblicitario, invece le ho scritte proprio io perchè sono convinto di quello che c’è dietro a queste parole!
Per la perfetta osservazione richiedono un’adeguata illuminazione, in mancanza della quale non trasmettono tutta la profondità e ricchezza cromatica che possiedono

Tra queste carte raccomandiamo la Canson Baryta Photographique e la Hahnemühle FineArt Baryta. Sono entrambe veramente fantastiche, completamente diverse dalle carte fotografiche comuni. La Canson è meno lucida e con un rilievo più “random”, la Hahnemühle invece è più lucida con un rilievo più pronunciato e forse con più “wow-factor” come dicono alcuni….
In mano la struttura della Hahnemühle si dimostra più materica, ma la lucentezza maggiore può creare un problema in certe posizioni di esposizione.

2. CARTE  MATTE

Questo tipo di carta ha una superficie completamente opaca che non crea nessun riflesso. La superficie opaca limita la profondità del nero e il volume del gamut che sono inferiori alle carte baritate e a quelle lucide. In compenso però hanno un’incredibile morbidezza dei toni e una “matericità” che le rende uniche. Sono spesso goffrate con varie profondità e sono disponibili con varie gradazioni di Bianco, Neutro o Freddo. Queste carte sono perfette per il Bianco e Nero morbido e sfumato senza eccessivi contrasti, ma anche per il Colore laddove le immagini siano poco contrastate e i colori non si spingano al limite del gamut, quindi gradazioni morbide e tenui. La scelta anche qui è enorme.
A differenza delle carte lucide e Baritate le carte Matte non richiedono un’illuminazione intensa per essere apprezzate, anzi la loro osservazione migliora in ambienti con illuminazione medio-bassa dove per un certo fenomeno ottico, il Nero acquista enorme profondità e sembra rivaleggiare con le Carte Lucide e Baritate.
Tra queste vi consiglio in particolare la Canson Etching Rag e la Hahnemühle Photo Rag ( HPR ). Entrambe hanno un Punto di Bianco Neutro che non richiede uno sforzo per raggiungere l’adattamento cromatico dell’osservatore ( tornerò su questo concetto con un altro articolo ). Quali sono le differenze? La Canson Rag è leggermente goffrata mentre la HPR è liscia. Questione di gusti: a me piace la leggera goffratura della Canson che le dà un tocco di “antico” e prezioso.
Naturalmente anche la Hahnemühle possiede in catalogo un tipo di carta simile. Infine ricordo che esiste una versione della HPR che si chiama Photo Rag Bright White che si differenzia da quella normale per avere un punto di bianco freddo che aumenta la luminosità apparente della carta anche se in realtà il Punto di Bianco non è più neutro.

3. TELA ( Canvas ).

Le moderne stampanti professionali consentono di ottenere eccellenti stampe su supporti di Tela opportunamente preparati. Il risultato è sorprendente perchè unisce la morbidezza della Tela alla preservazione dei dettagli più fini. Punto di Nero e Gamut sono simili alle carte Matte.

4. CARTE LUCIDE & SEMILUCIDE  “Value-Grade”.

Esistono altre carte che non sono propriamente Fine-Art, ma che producono risultati eccellenti a costi più bassi. Queste carte hanno un aspetto meno “nobile” di quelle baritate, ma raggiungono valori del Nero e del gamut praticamente uguali. La loro struttura perlata è molto attraente e si presta a tutti i tipi di immagini, dal Colore intenso o tenue al BN più artistico. Una tipica applicazione si trova nelle foto di Matrimonio.
Un esempio di tale carta è la Kodak Premium Lustre Rapid da 260 gsm, con la tipica finitura “setosa” citata sopra.

5. WORK FLOW DECISIONALE “Conclusivo”

Il processo decisionale potrebbe essere così: Il processo decisionale potrebbe essere così:

1. Carte Top Quality o Value”? se vogliamo la “Value-Grade”, una carta come la Kodak Lustre offre un ottimo rapporto qualità/prezzo insieme al Nero e al Gamut tipici delle carte lucide.

2. Se invece vogliamo una carta certificata Fine Art, dobbiamo scegliere tra Matte e Semilucide (+Baritate). Prima di procedere e di fare degli esempi è importante chiarire una cosa: la scelta della carta dipende non solo dall’immagine, ma anche e soprattutto dallo stato d’animo dell’Autore e da quello che vuole trasmettere. Non esistono scelte “giuste” a priori.

 2a – Le Matte andranno bene per immagini a colori tenui con poca saturazione e che non richiedono contrasti e Colori forti. Sono ottime anche per il B/N, sempre per immagini tenui e senza neri profondi. Infine sono la scelta obbligata se la stampa verrà esposta in un posto con poca luce. Nello spirito di quanto detto e cioè che non esistono regole, vediamoalcune foto che sono state stampate su carte matte con buoni risultati.

Per meglio percepire sotto l’aspetto più concreto, ossia quello dell’immagine che alla fine si deve andare a realizzare, quindi a stampare, riportiamo di seguito alcune immagini che sono state prese dal Sito ( Nikoland vedasi link collegato Cliccando )

La foto sopra è stata fatta durante una nevicata, sembra in B/N ma è a colori e non è stata abbassata la saturazione. Il range dinamico e cromatico sono molto contenuti, tutti ci colori stanno ampiamente dentro al Gamut di una Matte che conferisce quel tocco in più di morbidezza e di aspetto surreale all’immagine

In questa foto abbiamo colori più decisi, però l’ambientazione e lo spirito della foto mi hanno fatto scegliere una Matte anche qui

Questo è un esempio più “border-line”: la carta Matte sottolinea l’aspetto onirico dell’immagine. Una stampa su Baritata avrebbe esaltato i colori e il contrasto presente sul cielo

2b -Le semilucide ( e raccomando senz’altro le Baritate ) invece sono perfette per gli altri casi: quindi Neri profondi, ampi Gamut di Colore, Gradazioni continue su ampi spettri. Attenzione: richiedono un’illuminazione adeguata altrimenti “si spengono”, perdono i neri e addirittura appaiono più smorte di una stampa Matte posta di fianco! E’ un effetto fisico che non possiamo dimenticare pena grosse delusioni

Come esempi qui riprendo le foto di Mauro presenti su questo thread.
In questo caso il nero TOTALE dello sfondo, i colori intensi e il contrasto che sottolinea la sofferenza dei personaggi richiedono una carta semilucida, preferibilmente Baritata che renderà piena giustizia agli elementi che ho citato. Ne scelgo due quasi a caso visto che sono tutte adatte allo scopo:

Questa è veramente eccezionale e avrà una resa che dovrà essere esaltata da un’illuminazione dedicata, tipo galleria, per esaltarne il nero, i colori, i contrasti e i dettagli.

In questo caso, ciò che ci fa propendere per una Baritata, oltre al Nero e ai contrasti, è quel Blu intenso e sfumato allo stesso tempo su un’ampia gradazione.In questo caso, ciò che ci fa propendere per una Baritata, oltre al Nero e ai contrasti, è quel Blu intenso e sfumato allo stesso tempo su un’ampia gradazione.
Non mi stanco di ripetere: queste sono solo indicazioni generali! è molto importante ripetere che non esistono regole stabilite, per cui anche una foto satura e contrastata potrà acquistare un aspetto nuovo e sorprendente se stampata su carta Matte.
Infine abbiamo le tele per effetti decorativi molto interessanti. Per la tela a me piacciono le vaste panoramiche, evitando i paesaggi urbani che fanno tanto IKEA

Carte Hahnemühle entry-level: prova sul campo

Una breve cronistoria dell’azienda tra le più importanti per la produzione di carta pregiata per stampa, Hahnemühle fu fondata nel 1584 e oggi è uno dei più prestigiosi produttori di carte Fine-Art per stampa inkjet: i suoi prodotti sono conosciuti per l’altissima qualità, ma anche per i prezzi…molto salati.
Alcune carte di questa cartiera hanno una particolarità che le rende speciali e insostituibili: sono “diverse”, veramente diverse in un panorama in cui le ottime carte sono tante, ma molto simili tra di loro.

Quando si vuole qualcosa di diverso che abbia un forte impatto emozionale in chi osserva la stampa, Hahnemühle è quasi una scelta obbligata, ma, come detto, si deve affrontare un prezzo che è uno dei più alti del mercato ( esistono carte americane che sono ancora più care )
Naturalmente la bellezza di una carta non si può misurare e quest’opinione è pertanto personale. Devo dire però per quel che mi riguarda  che le mie stampe per mostre o su richiesta di Clienti che vogliono dei miei scatti tradotti in una foto reale, la noto  nella soddisfazione loro e mia,  a  conferma del mio giudizio/pensiero su questa tipologia di carta.

Non molto tempo addietro, l’azienda tedesca ha deciso di fare un leverage del proprio brand e introdurre un range di prodotti “entry level”: prodotti cioè di prezzo più basso ma che mantengano la qualità e la promessa del brand davanti ai suoi consumatori.

La nuova linea si chiama semplicemente “Hahnemühle Photo”: una semplicità gradevole e che sembra promettere bene, nel segno ed in linea con la filosofia qualitativa del marchio “Hahnemuhle.
questa proposta comprende sei carte differenti:

Hahnemühle Photo Silk Baryta 310

Hahnemühle Photo Matt Fibre 200

Hahnemühle Photo Matt Fibre Duo 210

Hahnemühle Photo Glossy 260

Hahnemühle Photo Luster 260

Hahnemühle Photo Canvas 320

Oltre a queste carte esistono due versioni leggermente diverse per gli USA che a noi non interessano

Alcune di queste carte sono in uso da SlowPrint già da un po’ di tempo. Ieri però ho ricevuto graziosamente dall’importatore due Sample Pack che mi hanno spinto a scrivere questo articolo. Per vostra curiosità ho fotografato i due pacchi che suppongo si possano ordinare anche a pagamento.

1. Photo Silk Baryta 310 .

Si tratta di una carta baritata, come tale fa parte delle “lucide”…ma è una delle meno lucide tra le baritate e con un aspetto “secco” molto gradevole. E’ “identica” alla ormai introvabile Ilford Gold Fiber Silk della scomparsa Ilford ( probabilmente è la stessa ), o anche alla Canson Baryta Photographique o anche alla recente Felix Schoeller Baryta Silk. Tutte queste carte hanno in comune l’aspetto fisico, la medesima grammatura, il medesimo punto di Bianco e la stessa resa in termini di Gamut riproducibile da una data stampante. E in tre casi anche la parola Silk nel loro nome.

E’ una carta eccellente, che si stacca da un’altra baritata  cioè la Hahnemühle Fine Art Baryta ( FAB ) per il grado più basso di lucentezza e per il punto di bianco pressoché neutro. Entrambe sono prodotte con 100% di cellulosa alpha (nome pomposo per dire che non c’è lignina, cosa direi ovvia) e contengono un basso dosaggio di OB ( sbiancanti ottici ) che aiutano ad aumentare la gamma tonale percepita senza pregiudicare in modo significativo la durata e la “archiviabilità” delle stampe.
Questa Silk ha una texture molto bella con aspetti estetici che volgono al rustico. L’unico difetto è una tendenza accentuata al Gloss Differential che è dovuta proprio alla scarsa lucentezza del supporto, più bassa di quelle degli inchiostri. Nelle zone non inchiostrate ( quindi le alte luci ) si nota una certa differenza di lucentezza se si osserva la stampa da un angolo basso. Niente di terribile, ma si vede.
E il prezzo? è anch’esso molto interessante con una differenza di -36% rispetto alla Fine Art Baryta 325 e -10% rispetto alla Baryta FB che è la parente povera del range esistente (non è una carta riuscita molto bene per via della forte intonazione magenta).
Abbiamo quindi una carta di qualità superiore alla FB ( parere personale) e che costa meno. Entrerà sicuramente nel range di carte SlowPrint e andrà a affiancare e forse sostituire la Canson Baryta Photographique alla quale è identica, ma ha il vantaggio di una distribuzione commerciale più snella ed efficiente.

2. e 3. Photo Matt Fiber 200 e Duo 210.

Sono due versioni della stessa carta, offerta con coating da un lato solo ( Fiber 200 ) oppure su entrambi i lati ( Fiber Duo 210 ), opzione interessante per la produzione di album o fotolibri con stampe su entrambi i lati dei fogli.
Prima di tutto chiariamo che questa è una carta Matte il che vuol dire che sulle stampanti a pigmenti si dovrà usare il Nero Opaco detto MK ( Matte Black ) e non il nero lucido detto PK ( Photographic Black ).

Ha un compito molto difficile: essere la carta entry level per le Matte Hahnemühle…ci riuscirà?
Mah…non saprei. Il punto di Bianco è troppo caldo per i miei gusti ( L*=98, a=-0.4 e b=2.1 ), la finitura liscia è buona, ma io preferisco una leggera goffratura. Comunque il Nero viene stampato senza chiazze e questo è un punto a favore. Però la grammatura è un po’ bassa e tende a essere un po’ trasparente: un problema per la Duo che deve supportare immagini su entrambi i lati.

E’ interessante confrontare la Duo con due concorrenti: una è la Felix Schoeller Matte Duo che ha una grammatura leggermente più alta e cioè 230 gsm ed è disponibile in due punti di bianco, la versione tradizionale ha un valore b=-8 e quindi è fredda, mentre quella introdotta recentemente ha a=0,5 b=0 e quindi è neutra.
Un’altra Duo è la carta Photo Rag Duo della stessa Hahnemühle però della serie Digital Fine Art Collection che è prodotta con cellulosa di cotone e ha una grammatura di 276 gsm.

Nel complesso si tratta di una carta che ha un ottimo coating e una bella superficie liscia, ma non rientra tra le mie favorite per la grammatura troppo bassa, la mancanza di struttura e il punto di Bianco troppo caldo.
Dalla sua ha però il prezzo molto interessante, a listino infatti la nuova Duo costa circa il 50% in meno della sorella più nobile Photo Rag Duo della linea Top      ( chiamiamola così ).
Non entrerà nel mio range, non può competere con “mostri sacri” come la HM Photo Rag 308 o la Canson Rag Edition Etching, però può essere una buona alternativa per lo stampatore fai da te attento ai costi.

4. Photo Glossy 26

Beh… qui i nostri amici tedeschi sono stati coraggiosi perchè hanno introdotto una carta super-lucida a base di PE con struttura microporosa.
Ossia una carta che chiaramente non è Fine-Art. Però hanno fatto benissimo secondo me. Le carte lucide sono state denigrate e massacrate per anni, anche nella mia personalissima scala delle valutazioni, sono stato per molto tempo contro questo tipo di finitura, ciò detto bisogna però ammettere che possiedono   una resa sempre a mio modesto parere,  fantastica nei formati fino all’A3/A2: il dettaglio, la percezione della luce sono unici e creano veramente l’impressione di essere davanti a una finestra sul mondo! 
Ma…naturalmente *devono* essere stampate a dyes, Hahnemühle ha sbagliato a stampare i provini gratuiti a pigmenti (anche se la “archiviabilità” è una priorità fondamentale per loro). Purtroppo i pigmenti uccidono la lucentezza e creano contorni antiestetici intorno ai cambi di colore e luminosità. Per non parlare delle dosi massicce di GD ( Gloss Differential ). E’ inutile: per stampare le carte lucide ci vogliono i dyes.

Vediamo dunque com’è questa carta Lucida Hahnemühle.
Il Bianco è L*=96 a=1.4 e b=-10,3….brrr…freddissima. 
Le stampe sono eccezionali con un look che ricorda un po’ le vecchie Cibachrome. Dettagli finissimi che si possono apprezzare solo con la lente, gradazioni morbidissime e un senso di luminosità che veramente crea l’effetto finestra citato prima.
Il grado di lucentezza è molto alto e non è facile trovare una carta più lucida senza andare sui film “Pictorico” che però non sono carte e hanno una resa molto particolare.
Il problema del Bianco un po’ freddo può essere mitigato coi profili intelligenti di Monaco Profiler ( e in misura minore anche di i1profiler ) che scaldano un po’ l’immagine nei valori centrali della chiarezza L* senza che ci sia un effetto sgradevole. L’adattamento cromatico dell’osservatore fa il resto con un’efficacia che non sempre ritrovo in altre carte ( per esempio nelle Matte fredde ). Forse la luminosità dell’immagine favorisce questo Adattamento. Fatto sta che le immagini vengono benissimo e non si nota la freddezza del Bianco.
Un’ottima concorrente è la Epson Ultra Glossy che ha la stessa qualità generale di questa Hahnemühle e un Bianco più neutro, ma costa anche il doppio e non ha l’attrazione commerciale del marchio Hahnemühle.
Senza dimenticare anche le eccellenti Felix Schoeller.

Questa carta è già entrata nel mio range e grazie alla stampa a dyes che ho citato sopra, è diventata una beniamina tra i miei clienti…le baritate seguono l’evolversi degli eventi con preoccupazione!
Voto in pagella: Altamente raccomandata, ma solo per stampanti a dyes!

5. Photo Luster 260

Questa carta è praticamente identica alla precedente ma la finitura anzichè essere lucida è “luster” e cioè satinata o perlata o semigloss come dir si voglia. Possiede lo stesso punto di Bianco e produce lo stesso Gamut e Nero.
Valgono tutte le considerazioni fatte per la Glossy con una importante eccezione: l’assenza della finitura lucida fa sì che questa carta renda in modo perfetto sia con i pigmenti sia con i dyes.
Di conseguenza può essere usata anche per le stampe di tipo “archival” dove è richiesta una durata che estende nei secoli dei secoli…
Inoltre è ottima anche per stampe su formati grandi perchè non ci sono i riflessi in agguato. Una stampa 60 x 90 cm fatta con questa carta è una buona alternativa a una baritata rispetto alla quale costa meno della metà. Gli altri costi ( inchiostri, mano d’opera ecc ) restano uguali, per cui è particolarmente interessante per il fai-da-te.
Anche questa è entrata nell’arsenale cartaceo di Slowprint e penso che avrà un ottimo successo, anche se non è così speciale come la sorella Glossy.

6. Photo Canvas 320

Canvas vuol dire tela e di tela si tratta.
Le stampe su tela sono molto interessanti, ma le produzioni di qualità devono competere con le stampe delle tipografie specializzate che stampano su supporti polimerici e producono risultati dignitosi ma comunque molto inferiori a quelli Fine-Art. Per questo motivo si sono moltiplicate le offerte di qualità a prezzi più bassi.
Hahnemühle ha in catalogo 4 tele di altissima qualità e adesso è arrivata la quinta. Non l’ho stampata ancora e quindi posso solo parlare del suo aspetto fisico: è molto ben fatta e non presenta un divario di qualità importante dalle sue sorelle più care. La trama è ben fatta ma forse un po’ troppo fine: questo può aiutare nella riproduzione dei dettagli più fini, ma il supporto potrebbe non essere immediatamente identificato come tela, potrebbe essere scambiato per una carta Matte se vista da lontano…e magari senza occhiali nel mio caso…
Il Bianco è 96/2.5/-6 quindi è sicuramente freddina, ma immagino che la dinamica sia molto buona.
Sicuramente la proverò in futuro e potrebbe diventare un’alternativa low-cost alla tela che uso oggi e cioè la “Monet” sempre della Hahnemühle.

Conclusioni sulla carta:

La mossa commerciale/tecnica possiamo così certamente definirla, di Hahnemühle è stata coraggiosa e dettata dal desiderio di espandere il proprio range di clienti. Queste nuove carte sono tutte buone e interessanti: in particolare ce ne sono due che a detta di molti esperti, sono considerate interessantissime e cioè la Photo Silk Baryta 310 e la Photo Glossy 260

Il costo di una carta Fine Art è sicuramente importante ma non dobbiamo dimenticare che rappresenta solo una piccola parte del costo totale, dove la parte da leone la fanno i costi fissi e in particolare affitti, ammortamento dell’investimento e mano d’opera.
Questo vuol dire che per un amatore che stampa per sè e che non deve conteggiare investimenti nè mano d’opera, la carta low-cost ha più attrazione che per il professionista. Per questo il nuovo range qui presentato può essere interessante per i lettori stampatori a carattere casalingo se possiamo prenderci questa licenza in termini, con tutto il rispetto che le deve essere portato, infatti in tale ambito si possono realizzare stampe di assoluta qualità valore e pregio, semplicemente, la maggior parte però di coloro che stampano a livello personale non possiedono per scelta e magari anche possibilità economiche la componente tecnologica adeguata.
E infatti qualcuno avrà notato che di tutto il nuovo range, le mie due favorite ( e cioè la Glossy e la Silk Baryta ) sono state scelte non in base al prezzo ma in base al fatto di essere “nuove” per Hahnemühle e diverse dal loro range “storico”

APPROFONDIAMO UN PO’ ANCHE L’ASPETTO STAMPA E INCHIOSTRI

La stampa in BN i è considerata da alcuni, anzi da molti, io sono senza dubbio tra questi molti, la massima espressione dell’arte fotografica. Credo che le stampe a colori godano in realtà di pari dignità artistica, ma non c’è dubbio che il BN abbia qualche cosa in più, forse legato alle origini stesse della fotografia o forse alla partecipazione attiva dello spettatore che deve riempire con la propria anima lo spazio che non c’è e cioè il colore.
Mi propongo di riassumere alcuni aspetti della stampa in BN che possano aiutare a comprenderla meglio e a scegliere tra le molte opzioni disponibili che si hanno quando si va a stampare un’immagine in BN.
In coda troverete un’ampia analisi di 16 tra le più belle carte per stampa digitale prodotte da Canson e Hahnemühle, corredate ciascuna dello spettro di riflettanza.

1. Stampa in BN analogica vs digitale

Questo articolo riguarda la stampa digitale ma è necessario fare un preambolo dedicato alla stampa analogica in BN e cioè a quella stampa ottenuto tramite ingranditore su supporti trattati con sali d’argento. La domanda che sento spesso è: è più bella una stampa analogica o digitale? quale ha i neri più profondi? quale è più neutra? quale dura di più?

Chi scrive ha stampato per anni in camera oscura. Trovo inutile discutere se sia più bella l’una o l’altra; sono semplicemente diverse.
Per quanto riguarda la profondità del Nero una stampa digitale su carta baritata può raggiungere valori incredibilmente scuri con L*=1.8-2 mentre una stampa analogica si ferma molto prima con L*= 8-9. Questo sfata una credenza popolare che vedrebbe i Neri analogici più profondi…ma sono appunto credenze popolari

Un altro aspetto è la neutralità dei grigi e cioè l’assenza di dominanti. Questo è un aspetto fondamentale per la sensazione di qualità di una stampa. Non c’è niente di peggio di una stampa in BN che abbia dominanti, magari di colore diverso per diverse “luminosità” dei grigi.
La neutralità di una stampa in BN è “garantita” dal suo stesso substrato, mentre in una stampa digitale dovrà essere il risultato di un profilo ICC estremamente preciso o di un driver in BN della stessa stampante anch’esso precisissimo.
Torneremo più avanti su questa questione fondamentale, ma per ora basti dire che oggi è possibile ottenere stampe digitali in BN prive di dominanti, anche se solo i laboratori più attrezzati sono in grado di produrle.
Per le stampe in BN di basso costo sarà inevitabile che ci siano sostanziose e antiestetiche dominanti.

Poi abbiamo la questione del numero di grigi stampabili. Teoricamente un processo analogico ha per definizione infinite sfumature di…. qualsiasi cosa e quindi anche di grigio in questo caso. La stampa digitale può contare su 16 bit teorici di profondità. In realtà questo numero è più basso ma…c’è un aspetto fondamentale che rende la stampa digitale quasi analogica e cioè il “dithering”.
Questo è un metodo che consente di creare una specie di rumore tra zone adiacenti di grigio rendendo il passaggio graduale e praticamente invisibile. In pratica, grazie al dithering, la stampa a 8 bit è pressoché indistinguibile da quella a 16 bit.

Per quanto riguarda la durata delle stampe, le stampe analogiche in BN (non quelle a colori!) hanno una durata lunghissima nel tempo. Possiedo stampe di 100 e più anni che mostrano un bassissimo livello di ingiallimento.
Le stampa digitali hanno avuto in passato un serio problema con la loro durata. L’introduzione degli inchiostri a pigmenti ha risolto in toto questo problema e oggi una stampa digitale a pigmenti ha un’aspettativa di durata dell’ordine di 100-200 anni. Però le stampe in BN fatte del negozio sotto casa con inchiostri dyes vireranno presto la loro tonatlità e passeranno dal verde o magenta che hanno da nuove 😉 a sorprendenti e imprevedibili tinte caleidoscopiche.

Infine abbiamo la questione dei tipi di Carta da Stampa. La stampa Fine Art digitale può contare su splendide carte Matte prodotte con cellulose di cotone, lisce o variamente goffrate e su carte baritate che ricordano molto da vicino la carta baritata analogica. Baritata vuol dire che ha ricevuto un coating con uno strato di solfato di bario.

STAMPANTI INK JET E INCHIOSTRI

Le stampanti ink-jet possono utilizzare due tipi di colori, a base artificiale e ( dye based ) e a base di pigmenti naturali. Per colorante s’intende qui una sostanza capace di assorbire particolari frequenze d’onda luminosa.

L’inchiostro a pigmenti è una miscela omogenea in base acquosa che è unita con una sostanza solida, costituita dal pigmento, che è insolubile. Il colorante non si lega chimicamente in modo stabile con l’acqua. In altri termini i coloranti artificiali si disciolgono nel solvente e diventano un corpo omogeneo con esso mentre i pigmenti non si disciolgono, rimanendo in sospensione per effetto della repulsione ionica tra le molecole. La differenza è sostanziale perché gli inchiostri dye-based penetrano nella carta mentre quelli a pigmenti rimangono in superficie. Ciò è maggiormente vero per le carte lucide.

Un’ulteriore differenza è relativa alla durata: sebbene gli inchiostri artificiali siano più luminosi, essi tendono a attenuarsi con il trascorrere del tempo; quelli a pigmenti garantiscono longevità.

Nel mio caso specifico, utilizzo stampanti a pigmenti, contenuti in cartucce di colori, 12, e di scale di grigi 7. La tecnologia usata permette di stampare in tono completamente continuo ( 2880dpi, dots per inch ) e con assenza di metamerismo, che è un fenomeno che indica la variazione dell’intensità della riflessione in base all’angolo di visuale e al colore.

 

COME CERTIFICARE LE PROPRIE STAMPE

Da quanto sino a questo punto narrato all’interno della presente pagina del Blog , è importante e fondamentale, dare delle indicazioni che danno ulteriore  valore alla realizzazione delle stampare fotografiche “Fine Art”., oltre a garantire l’eventuale acquirente, di un prodotto unico ed sclusivo.

Il tema della certificazione dell’originalità di una stampa nacque insieme al mezzo fotografico e continua ancora più contingente nel mondo della stampa digitale.

Abbiamo diversi scenari per poter effettuare la certificazione  diversi modi per certificare le proprie stampe digitali, iniziando dalla più semplice: firmare e numerare le proprie stampe tenendo un registro accurato dei propri cicli di stampa.

16705919566_ecaab5c3ef_zUn altro modo semplice ma sicuro di autenticare le proprie stampe può essere rappresentato dai certificati di autenticità Hahnemühle: ogni certificato consiste una coppia di etichette con un numero seriale identico impresso a ologramma. Di queste, una andrà posizionata sul retro dell’opera, l`altra sul foglio del certificato da personalizzare con la descrizione dell`opera, il nome dell`artista, il numero di edizione e la data. Il certificato può essere stampato attraverso stampanti inkjet, laser, thermal transfer o stampa offset. Questa combinazione assicura che il certificato di autenticità sia direttamente collegato ad una particolare e specifica stampa d`arte.
Inoltre Hahnemuhle mette a disposizione degli artisti il portale MyArtRegistry.com per poter gestire i propri Certificati di Autenticità online.

CONCLUSIONI 

Le argomentazioni trattate possono avere contribuito a rendere maggiormente chiaro il significato che la forma “Fine Art” riveste a livello artistico, l’importanza che la stessa ha in termini di valore emozionale, di pregio realizzativo, di valore storico, quindi quando si parla di Fine Art e si realizza stampe con questa tecnica, indubbiamente stiamo attribuendo alle nostre fotografie un valore unico.

FONTI

Le importanti e dettagliate informazioni sono estrapolate dalle seguenti fonti alle quali faccio riferimento come polmone specialistico e di ulteriore apprendimento, studio e crescita di seguito i link per poter consultare materiale sempre molto aggiornato e come detto veramente ben gestito e documentato

Nikoland  

Carte Hahnemuehle

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