DIZIONARIO FOTOGRAFICO

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INTRODUZIONE

Come in tutti i contesti dove si faccia riferimento a delle terminologie precise e tecniche per indicare qualcosa relativamente all’ambito che si sta trattando, anche nella fotografia non si parla di un modo diverso da questo punto di vista.

Pertanto per cogliere a pieno gli aspetti che si muovono all’interno di questa disciplina è altresì fondamentale per ciascuno di noi che ne è parte coinvolta, o per lavoro o per passione o per un semplice hobby o passatempo sapere con il maggior dettaglio possibile di cosa parliamo quando si legge o si sente ad Es. ( aberrazione, flare, anello adattatore, angolo di campo, profondità di campo, aperture di diaframma, APS ect. ).

Di seguito quindi una raccolta il più possibile dettagliata e sintetica nello stesso tempo, ossia cogliendo l’essenzialità del termine che si sta descrivendo, senza dilungarsi in estremi dettagli che possono o meno interessarci.

INDICE DELL’ARTICOLO

INTRODUZIONE

EPICENTRO TERMINOLOGICO PER UN FOTOGRAFO

21 TERMINI FONDAMENTALI PER MUOVERSI NEL CONTESTO “FOTOGRAFIA DIGITALE”

01 Esposizione   02 Otturatore   03 Otturatore a tendina   04 Otturatore Elettronico   05 Esposimentro

06 ISO Internation Standards Organization   07 Risoluzione   08 Messa a Fuoco Automatica- Autofocus

09 Macrofotografia   10 Bilanciamento del Bianco   11 Bracketing ( Esposizione a Forcella )   

12 Difrazione   13 Stabilizzatore di Immagini   14 RAW ( Grezzo )   15 CCD ( Charge-Coupled Device )

16 Moltiplicatore Di Focale   17 Calibrazione del Colore   18 Esposizione Programmata &/o Automatica

19 Flash Esterno   20 Treppiedi   21 Timelapse

EPICENTRO TERMINOLOGICO PER UN FOTOGRAFO

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In stretta sintonia con quanto sino a questo momento commentato nella nostra premessa riportiamo quelli che per noi, ma più semplicemente  per tutti sono da considerarsi i 20 termini da conoscere per potersi muovere a proprio agio nel mondo fotografico digitale.

Per chi Vorrà e avrà voglia di leggere la possibilità in allegato al presente articolo cliccando su apposito link scaricare dei File PDF molto più articolati e dettagliati

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20 TERMINI FONDAMENTALI PER MUOVERSI NEL CONTESTO FOTOGRAFIA DIGITALE

Esposizione-00
Visualizzazione dei vari livelli di apertura del diaframma ad influenza dell’esposizione

( 01 ) ESPOSIZIONE
Tempo necessario alla luce per impressionare la pellicola o il sensore in chiave moderna, affinché riproduca
correttamente la gamma tonale. Dipende dalla sensibilità della pellicola e dall’intensita della luce. Con
l’uso dell’otturatore e dell’apertura del diaframma si controlla l’esposizione. Se la quantità di luce che
impressiona la pellicola/sensore è troppa si ottiene una sovraesposizione, se è troppo poca una sottoesposizione.

Sistema ad iride per la regolazione del passaggio della luce attraverso l’obiettivo. Costituito da più
lamelle, può essere automatico o manuale. Gli obiettivi dotati di diaframma automatico (quelli delle reflex 35mm o medio formato) mantengono sempre alla massima apertura il diaframma per consentire una migliore luminosità dello schermo di messa a fuoco. Al momento dell’esposizione, le lamelle si chiudono di scatto al valore prefissato e si riaprono subito dopo la chiusura dell’otturatore. La ghiera del diaframma degli obiettivi è fornita di una serie di scatti che mantengono la posizione desiderata. Le aperture di diaframma espresse con F o f/ (per fuoco) variano secondo una scala numerica.

vector camera shutter apertures

Web
Evidenza di come il cambio di come la differenza di apertura determina la profondità di campo

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( 02 ) OTTURATORE
Meccanismo che, posto tra l’obiettivo ed il sensore o la pellicola, si apre permettendo il passaggio della luce, e si richiude completamente dopo un intervallo di tempo prestabilito.

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( 03 )OTTURATORE A TENDINA

Tipo standard di otturatore; nella variante più moderna è composto da due tendine che scorrono in due direzioni, aprendo una finestrella o, nell’altra, richiudendola. La diversa regolazione delle due tendine comporta un diverso tempo di posa.

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( 04 )OTTURATORE ELETTRONICO

Otturatore di ultima generazione, è usato specialmente per fotocamere e videocamere digitali. E’ un otturatore “virtuale”, in quanto consiste in un meccanismo elettronico interno al CCD.

Otturatore-02
Immagine Storica Otturatore
Otturatore-01
Otturatore Meccanico
Otturatore-00
Otturatore Elettronico

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( 05 ) ESPOSIMETRO

Strumento atto a misurare la luminosità dell’immagine inquadrata, quindi l’intensità luminosa ed i rapporti tra le luci base, il contrasto ed il tempo di esposizione alla luce del senore CCD o della pellicola fotografica, in modo da dare una resa ottimale. Tutti gli esposimetri incorporati nelle fotocamere sono TTL, disponendo di funzioni particolari, genericamente riconducibili a tre: Media Ponderata, ossia una misurazione calcolata sui dati inerenti l’intera immagine; Pesata al Centro, ossia una misurazione che prende in considerazione la zona centrale dell’immagine; Spot, ossia la misurazione di una piccola area al centro dell’immagine. Vedi anche: Esposizione

Esposimentro-00

Esposimentro-01
Esposimetro Montato su Corpo macchina Reflex

 

Esposimentro-02

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( 06 ) ISO ( International Standards Organization ) 
Termine indicante la sensibilità della pellicola o del CCD. Disposta su una scala esponenziale, consente, passando da una sensibilità minore ad una maggiore, di dimezzare il tempo di posa (o chiudere leggermente il diaframma) mantenendo lo stesso risultato finale. Generalmente la sensibilità ”naturale” dei CCD è pari a circa ISO 70-100. Alcuni CCD permettono di aumentare la sensibilità, ma si tenga presente che in casi estremi aumenta anche il ”rumore di fondo”, che comporta una maggiore granulosità della foto. E’ quindi genericamente preferibile, e se possibile, aumentare il tempo di posa. Il sistema riunisce i precedenti sistemi ASA/DIN.

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( 07 ) RISOLUZIONE

Numero di punti presenti in un’immagine. Con tale termine viene indicata la dimensione di un’immagine, espressa in larghezza x altezza, misurata in pixel, ppi o dpi. In questi ultimi due casi si parla anche di definizione o densità di stampa o di scansione, in quanto non si conoscono le reali dimensioni dell’immagine digitale ma solo quanti pixel o punti elementari ci sono in un pollice. Quindi un’immagine potrà essere contemporaneamente di risoluzione 640×480 pixel ( in tal caso occuperà tutto lo schermo VGA ) e venire stampata a 300 dpi. Vedi anche: Densità di stampa, DPI (Dots Per Inch  )
Profondità di campo – Parte d’immagine perfettamente nitida, dove in un intervallo definito tutti i punti sono messi a fuoco contemporaneamente. E’ inversamente proporzionale all’ampiezza del fascio di luce catturato dall’obiettivo, quindi minore è l’apertura del diaframma, maggiore è la profondità di campo. Diaframmi molto aperti, su obiettivi molto larghi, consentono di sfruttare l’effetto della profondità di campo per porre in maggior risalto il soggetto in primo piano, grazie alla messa a fuoco, e lasciando lo sfondo sfocato. Sulle fotocamere digitali compatte, che hanno tutte obiettivi abbastanza stretti, non è un effetto molto evidente, tranne che in macrofotografia. Vedi anche: Apertura del diaframma, Messa a fuoco.

Risoluzione-00

 Risoluzione-01

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( 08 ) MESSA A FUOCO AUTOMATICA – AUTOFOCUS

Funzione che permette di mettere a fuoco in automatico i soggetti inquadrati; premendo il pulsante di scatto a metà, la fotocamera, o meglio un sensore posto o nella parte frontale della fotocamera, in esterno, o all’interno dell’obiettivo ( TTL ), misura la distanza degli oggetti inquadrati e regola di conseguenza la messa a fuoco.

Autofocus-00
Sistema Autofocus

 

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( 09 ) MACROFOTOGRAFIA

Termine indicante un tipo di fotografia molto ravvicinata, ottenuta riprendendo un soggetto da distanze ridottissime, nell’ordine di centimetri. Questo tipo di foto non implica forzatamente l’uso di un particolare obiettivo tele o grandangolare, in quanto la maggior parte delle fotocamere digitali dispone di una funzione macro atta allo scopo.

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( 10 ) BILANCIAMENTO DEL BIANCO

Operazione che consente di restituire ai colori le loro tonalità naturali. A seconda della temperatura del colore della sorgente luminosa che illumina il soggetto fotografato, quest’ultimo potrà apparire in fotografia leggermente colorato di arancione o di celeste: attraverso il bilanciamento del bianco si cerca di bilanciare i colori in modo da restituire una tonalità neutra, che rispetti quindi i colori naturali del soggetto. Tutte le fotocamere digitali hanno la possibilità di bilanciare l’effetto di luci diverse oltre quella solare, modificando lievemente i colori nella foto. Quasi tutte tentano di riconoscere il tipo di luce basandosi sulle tonalità prevalenti nell’immagine (bilanciamento automatico), ma molti modelli consentono anche di informare la fotocamera del tipo di sorgente luminosa che illumina la scena inquadrata, scegliendolo da un menù. Esistono inoltre molte impostazioni funzioni del bilanciamento di bianco: Hold, consente di fissare il valore attualmente selezionato; Indoor, consente di controllare il bilanciamento del bianco in base alle caratteristiche dell’ambiente interno; Outdoor, consente di controllare il bilanciamento del bianco in base alle caratteristiche dell’ambiente esterno.

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( 11 ) BRACKETING ( esposizione a forcella )

Tecnica utilizzata per fare più fotografie della stessa scena usando esposizioni diverse. Con questa funzione si eseguono 3 o 5 scatti in sequenza: lo scatto centrale viene eseguito seguendo le indicazioni dell’esposimetro, mentre gli altri risulteranno rispettivamente sottoesposti o sovraesposti.

Bracketing-00
Tecnica Bracketing
Bracketing-01
Tecnica Bracketing

 

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( 12 ) DIFFRAZIONE

Termine sinceramente poco usato o sentito, ma importante effetto, ossia perdita di nitidezza o di risoluzione dell’immagine a causa di una regolazione del diaframma eccessiva, ad es. f/40 – f/68. Tecnicamente questo fenomeno si spiega perchè le onde della luce subiscono una variazione della traiettoria quando incontrano un ostacolo lungo la loro traiettoria.

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( 13) STABILIZZATORE DI IMMAGINI
Funzione che permette alle videocamere digitali di ottenere un’immagine ferma, andando a correggere i movimenti involontari causati da chi sta filmando. E’ possibile distinguere due diverse tipologie di stabilizzatore d’immagine: elettronico e ottico.

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( 14 ) RAW ( Grezzo )
In inglese “grezzo”, è un formato di registrazione di file fotografici, presente in alcuni modelli di fotocamere digitali. In un file “Raw” le informazioni vengono registrate così come catturate dal sensore CCD, senza le correzioni del software: si tratta di un formato senza perdita di qualità, che può essere letto soltanto da programmi appositi, forniti dal costruttore della fotocamera. Non è un formato standard, infatti ogni costruttore ha un suo formato “Raw”. Le sue dimensioni sono più piccole dell’equivalente formato TIFF, ma più grandi di un JPEG. Le correzioni devono comunque essere effettuate con un programma di ritocco fotografico.

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( 15 ) CCD ( Charge-Coupled Device ) 
Dispositivo ad accoppiamento di carica. Speciale sensore ricoperto da piccoli elettrodi, distribuiti secondo una griglia e chiamati Picture Elements (Pic El, detti pixel). Il loro numero determina la risoluzione del CCD e quindi la dimensione massima in pixel delle immagini che questo può generare. Prima dello scatto, il CCD si carica in superficie di elettroni; ciascun pixel reagisce ai fotoni che cadono su di esso, producendo un accumulo di questi elettroni, proporzionale alla quantità di radiazione ricevuta. Questa carica, accumulata su ciascun pixel, viene interpretata elettronicamente e convertita in forma digitale (sequenza di numeri: 0 e 1) per poter essere analizzata ed elaborata da un processore interno alla fotocamera/videocamera, e trasformata poi nell’immagine digitale vera e propria. Ad ogni elettrodo, inoltre, è sovrapposto un filtro di colore rosso, verde e blu, in modo che allo scatto si generino tre immagini, distinte ed incomplete, ognuna caratterizzata da uno dei tre colori indicati. L’immagine finale (RGB) è ottenuta proprio con la sovrapposizione dei tre canali, rosso ( Red ), verde ( Green ), blu  ( Blue), e la loro interpolazione da’ origine a tutti i colori ed ai toni necessari ad una perfetta risoluzione. In sostanza, la fotocamera/videocamera calcola il colore effettivo di ciascun pixel dell’immagine facendo riferimento ai colori dei punti adiacenti. La luce registrata come segnale analogico, viene quindi digitalizzata da un campionatore, ad 8, 10, 12 o 16 bit. Il risultato produce quindi una bitmap a 24, 30, 36 o 48bit, poi ridotta al numero di bit utilizzati dal formato di memorizzazione (JPEG o TIFF a 24 o 48bit). Questo numero di bit è generalmente riportato come caratteristica del CCD (profondità del colore). Alternativi al sensore CCD sono il Complementary Metal Oxiede Semiconductor (CMOS), ossia uno speciale sensore d’immagine con tecnologia d’uso più economica rispetto a quella dell’usuale CCD, ed il sensore Foveon, dove ogni pixel del sensore si avvale di tutti e tre i filtri di colore – e non del solo rosso, verde e blu – per una riproduzione dei colori molto più fedele. Esistono poi degli speciali sensori, creati da specifiche case produttrici, come il Super CCD di 4° generazione (Super CCD HR e Super CCD SR) della Fujifilm, dove la miglioria consiste in un aumento della risoluzione ed in un incremento della sensibilità, atte a risolvere i problemi di contrasto nella riproduzione di immagini contenenti note scure e luminose.

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( 16 ) MOLTIPLICATORE DI FOCALE
Con una macchina fotografica reflex ad ottiche intercambiabili c’è un’alternativa all’acquisto di un teleobiettivo di focale molto lunga: ci si può procurare un moltiplicatore di focale, che è in grado di raddoppiare o triplicare la lunghezza focale dell’obiettivo su cui viene montato. Come si intuisce, non si tratta di un obiettivo vero e proprio, bensì di un accessorio che va interposto tra l’obiettivo e il corpo macchina.

Moltiplicatore-01
Esempio Di applicazione di un Moltiplicatore di focale

Un moltiplicatore di focale consiste in un sistema ottico in grado di far divergere i raggi provenienti dall’obiettivo; in tal modo l’immagine formata dall’obiettivo viene ingrandita e distribuita su una superficie maggiore. Pertanto solo una parte dell’immagine fornita dall’obiettivo va a colpire la pellicola, causando una perdita di luminosità. Questo è il primo aspetto negativo legato all’uso di un moltiplicatore di focale; nel caso più frequente di un duplicatore di focale (indicato come moltiplicatore 2x), la perdita di luminosità equivale a due diaframmi. Per fissare le idee, partendo da un teleobiettivo avente una lunghezza focale di 135 mm con luminosità f/2.8, applicando un duplicatore si ottiene un nuovo sistema ottico caratterizzato da una lunghezza focale di 270 mm e da una luminosità f/5.6. Con un triplicatore di focale (3x) la perdita di luminosità sale a tre diaframmi, ottenendo un sistema ottico di 405 mm con luminosità f/8.

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( 17 ) CALIBRAZIONE DEL COLORE
Processo che permette, con dei piccoli aggiustamenti, di produrre con scanner o stampanti dei colori il più fedeli possibili all’originale; tale risultato si ottiene controllando che le suddette periferiche siano in linea con dei valori standardizzati che producano risultati accurati e prevedibili.

( 18 ) ESPOSIZIONE PROGRAMMATA &/o AUTOMATICA
Tipologie di esposizione:

  1. automatica, dove la macchina decide autonomamente le impostazioni migliori per una buona resa fotografica, rilevando la luminosità della scena ed impostando valori tempo/diaframma ottimali;
  2. programmata, dove è invece possibile scegliere un parametro ( priorità diaframmi o priorità tempi ) e far sì che la macchina imposti l’altro. Quindi, scegliendo l’apertura del diaframma, la macchina individuerà il tempo di posa più adatto, oppure, impostando il tempo di posa, la macchina sceglierà, in base alle condizioni di ripresa, la regolazione del diaframma. Vedi anche: Apertura del diaframma, Esposimetro

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( 19 ) FLASH ESTERNO

Collegato per mezzo di un attacco a slitta ( Hotshoe ), oppure con un apposito cavetto di collegamento         ( detto cavo sincro flash, in quanto consente di sincronizzare il flash esterno con quello incorporato; in tal caso, il flash esterno potrebbe lavorare in modalità slave, dove un apposito sensore intercetta il lampo emesso dal flash incorporato dell’apparecchio, facendo scattare immediatamente anche il flash slave ), il flash esterno permette di avere un punto luce opzionale e di intensità maggiore. E’ solitamente molto più potente di quello incorporato, quasi sempre alimentato separatamente; nella scelta di un flash esterno occorrerebbe conoscere l’ampiezza del campo illuminato per accertarsi che sia sufficiente a coprire tutto il campo visivo dell’apparecchio, e valutare se la portata è sufficiente a coprire la distanza richiesta. Vedi anche: Flash ( lampeggiatore ), Staffa per flash esterno.

flash-esterno-00
Flash Esterno

 

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( 20 ) TREPPIEDI.

Supporto a tre gambe (detto erroneamente cavalletto) per apparecchi fotografici. Regolabile in altezza grazie alla possibilità di allungamento delle gambe e/o per mezzo di una colonna centrale .

( 21 ) TIMELAPSE

il timelapse è una tecnica di ripresa, utilizzata in genere per documentare fenomeni che avvengono in tempi lunghi con cambiamenti impercettibili, che consiste nel registrare immagini a intervalli di tempo regolari e non continui, montandole successivamente in modo continuo. Che significa? Significa ad esempio piazzare la propria telecamera o fotocamera davanti a un fiore nel momento della fioritura, ad esempio, scattando ad esso moltissime foto a distanza di alcuni secondi o minuti l’uno dall’altro. Le immagini vengono poi “attaccate” una di seguito all’altra così da rendere visibili i cambiamenti molto lenti intervenuti.

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Grazie per l’attenzione che avrete voluto prestare, se hai ritenuto il presente articolo interessante mi farebbe estremamente piacere leggere un tuo commento al fine che si possa essere sempre più prepositivi e migliorare la qualità dell’informazione data.

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Foto del profilo di Giordano Fassina

Written by 

Giordano Fassina, nato a Gavirate in provincia di Varese, sono da un ventennio appassionato in modo profondo dell'arte fotografica e mi diletto nel tempo che ho a disposizione a scattare e immortalare tutto ciò che la mia creatività mi suggerisce. La sintesi estrema è amo la fotografia in generale e cerco di esserne sempre più attratto.

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