COSA PUO’ SERVIRCI PER LA FOTOGRAFIA NATURALISTICA

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Ogni genere della fotografia  comporta necessariamente delle situazioni e delle condizioni operative alle quali non possiamo sottrarci, ossia se si vuole fotografare delle marmotte in appostamento sul pendio di una montagna, va da se che oltre alla gran volontà e voglia di fare fatica con diverse ore di cammino è utile e vincolante come si diceva, avere adeguata attrezzatura. Se non vogliamo vanificare il sacrifico fisico ed economico dell’esserci recati in una location per questo tipo di foto, l’attrezzatura che dobbiamo portare con noi deve risultare adatta allo scopo quindi essenziale. Questo è basilare per produrre immagini di qualità ed evitare di appesantire lo zaino con componenti inutili a quello che sarà la tipologia di foto che andremo a svolgere.
Cosa ben diversa è se ci troviamo in uno studio fotografico, dove ad esempio dobbiamo scattare delle immagini in still life, ovviamente avere anche attrezzature non da impiegare sul set quale problema può comportarci? solo quello di occupare spazio inutilmente o creare disordine, certamente non potrà demolirci nel fisico, viceversa ci portiamo 2/3 Kg in più di peso mentre saliamo in montagna, è facilmente comprensibile che la differenza è notevole.”

 

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Dalla breve premessa, risulta molto facile per tutti capire che l’attrezzatura per la fotografia naturalistica va pianificata nell’esatto momento in cui abbiamo definito il target che dovrà rientrare nel nostro mirino, in base a questa considerazione si aprono tutti i ragionamenti che di seguito sono esplicitati per aiutarci a fare le cose nel giusto modo.

Navigando all’interno della rete e consultando i motori di ricerca più noti, si può notare con immediatezza, che uno dei termini di ricerca più frequenti, digitato in associazione a “fotografia naturalistica”, è “attrezzatura“.

Forse anche tu stai pensando di dedicarti a questo genere fotografico, ma non sai da dove iniziare.

Quanto sino a questo momento espresso è ciò che esattamente mi è capitato quando per la prima volta sono stato affascinato da questa pratica. Forse hai già fatto qualche ricerca online, scorrendo obiettivi e cavalletti, hai sentito suonare un campanellino di allarme, hai visto accendersi una spia rossa ad indicare la riserva, che nel nostro caso è ovviamente riferita al portafoglio.

La fotografia naturalistica richiede, infatti, attrezzatura di qualità, a costi spesso scoraggianti, in particolare quando ed inevitabilmente si va a porre l’attenzione su quelle focali che rientrano nella categoria di teleobiettivi o “Super teleobiettivi”. Questo è dovuto a un insieme di fattori, che per praticità dell’articolo non andiamo ad esplicitare nell’estremo dettaglio tecnico ma che in ogni caso trattiamo ad un livello che ci permetta di capire nel modo più idoneo come muoverci ed acquistare in tale contestualità.

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Innanzitutto, per potere meglio apprezzare le caratteristiche delle specie animali e vegetali fotografate, è necessario un certo dettaglio e una buona resa dei colori, su questo aspetto che tutti la pensiamo e la desideriamo nella stessa identica modalità, BENE! 🙂 🙂

Secondariamente solo in ordine espositivo, ma di equivalente importanza, va considerato che quella naturalistica è un tipo di fotografia che si svolge all’aperto, può richiedere lunghe camminate e altrettanti lunghi appostamenti:

l’attrezzatura che sceglierai, quindi, deve essere leggera, maneggevole e possibilmente “tropicalizzata” ( con questo termine si considerano focali che hanno tecniche costruttive che permettono il loro impiego in scenari difficili, es, pioggia, neve, polvere ect ), risulta altre sì evidente che proprio la tropicalizzazione influisce in modo significativo sul prezzo finale.
Ma, prima di abdicare senza ancora avere iniziato, considera che, a meno che non si voglia partecipare ad una spedizione al Polo o a safari saariani o altro di estremo, non devi per forza allestire un corredo da professionista”. Possiamo fotografare in modo ottimale, senza necessariamente disporre di attrezzature con queste caratteristiche, semplicemente scegliamo una giornata dopo che le previsioni del tempo abbiano dato meteo favorevole ed il problema è risolto.

QUINDI CRITERIO DI APPROCCIO PER CHI INIZIA

Si possono ottenere ottimi risultati, per cominciare, facendo una selezione dei soggetti ai quali dedicarti e impostando così le scelte per il futuro in modo che seguano una precisa strada. Scegli un genere, fissa il budget, procurati l’indispensabile e poi preoccupati solo di divertirti, si divertirsi questo è l’aspetto fondamentale, per continuare ad appassionarsi e capire se è un tipo di scatto, questo naturalistico che fa alle nostre caratteristiche.

Attraverso le successive informative, cercherò di dare qualche informazione perimetrale, ossia di partenza, senza assumere minimamente linee che possano in qualche modo essere interpretate come guide operative o altro del genere.

( per questo è possibile accedere all’area riservata ed acquistare del materiale specifico che nelle prossime settimane sarà possibile scaricare ).

Il discorso sull’attrezzatura ideale, infatti, si allargherebbe a dismisura, se dovessi considerare i gusti e le preferenze di ognuno di noi in una materia dove sappiamo benissimo quali differenziazioni esistono una su tutte ( Canonisti o Nikoniani ) diatriba infinita, ma ogni volta di estrema attualità.

GLI OBIETTIVI PER LA FOTOGRAFIA NATURALISTICA

A mio mdestissimo e personale parere, si deve iniziare dalle ottiche. Tuttavia, si fa presto a dire obiettivo. La domanda che ci si deve porrere è: per fotografare cosa?
Preferisci il paesaggi o gli uccelli? Gli insetti o i mammiferi? Se non lo sai ancora, probabilmente lo capirai con il tempo, tutto dipenderà da fattori, quali l’emozione, l’interesse, la passione, non di poco conto la possibilità economica, certo perchè il tipo di scatto richiede taluna o talaltra attrezzatura, ovviamente se abbiamo bisogno di un super teleobiettivo anche se non luminosissimo rispetto ad una macro, la differenza c’è ed è notevole.

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CON TELEOBIETTIVO
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CON MACRO

Fai attenzione a giocare bene le tue carte in questa fase.
Voglio dire: non considerare solo cosa vorresti fotografare, ma anche le occasioni concrete di avvicinarti a quel dato soggetto che hai, le possibilità che ti offre il territorio in cui vivi.
Un corredo di ottiche sufficientemente completo per la fotografia naturalistica, comprende quattro diversi obiettivi.

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SEGNALIAMOLI IN SEGUITO “L’obiettivo macro”

La fotografia macro sposta il punto di vista del fotografo e dell’osservatore su un mondo nascosto e spesso sorprendente.
In fotografia naturalistica sono molto comuni le riprese d’insetti e particolari floreali. Un’ottica macro è un sistema di lenti in grado di restituire un rapporto di riproduzione di 1:1, questo significa che un soggetto di 1 cm imprimerà sul sensore un’immagine di 1 cm.
Esistono obiettivi macro a focale corta o lunga, da 50 mm come da 200 mm.

Considera che, se scegli la prima soluzione, sarai costretto ad avvicinarti molto al tuo soggetto e questo può essere d’intralcio se stai fotografando insetti sfuggenti e particolarmente attivi. Le farfalle, per esempio, se fotografate in pieno giorno, tendono a scappare.
Nel caso degli insetti più irrequieti, come grilli o farfalle, quindi, meglio puntare sulle focali più lunghe che ti garantiscono una “maggiore distanza di lavoro”.
“Una focale più lunga ti permette, inoltre, di ottenere sfondi più sfocati ma è anche più difficile da usare a mano libera”.
Tra i contro delle focali maggiori bisogna anche mettere una perdita di tridimensionalità del soggetto che può tradursi in un appiattimento del risultato finale.
Se prediligi la fotografia macro di soggetti statici, invece, puoi scegliere una lunghezza focale inferiore, con la quale ti avvicinerai di più. Io credo, tuttavia, che difficilmente ti dedicherai solo a un certo soggetto. Anche se in una fase iniziale sarà così, in futuro avrai probabilmente voglia di sperimentare altro. Per garantirti versatilità, puoi allora puntare su un buon compromesso, non scendendo al di sotto dei 90 mm.

IL TELEOBIETTIVO
Necessario se la tua attenzione ricade su uccelli e animali in genere. La fotografia faunistica è assolutamente la mia preferita, perché offre l’occasione unica di entrare in contatto con le specie selvatiche. Se abiti in città, assistere alle scene di caccia dei rapaci o osservare i fenicotteri che “danzano” alla luce del tramonto, non è roba da tutti i giorni.

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I teleobiettivi hanno un range focale che va da 80 mm a 200 mm. Salendo oltre questo valore si tratta di super tele, come quelli che puoi vedere a bordo campo durante le partite ( un vero sogno, ma che costi! )

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I teleobiettivi possono essere del tipo zoom o fissi. I primi, grazie alla focale variabile, hanno dalla loro la versatilità: con uno zoom sei in grado di centrare accuratamente un particolare lontano, isolandolo dallo sfondo. I fissi, d’altro canto, hanno una qualità d’immagine superiore e possono costare molto di più, specie se luminosi.

Un obiettivo fisso, però, ti limita nelle scelte compositive. Attenzione, quindi, a valutare bene: la fotografia di animali è una fotografia d’azione. I tuoi soggetti, infatti, difficilmente sostano nello stesso punto a lisciarsi penne e pelo, piuttosto si muovono molto all’interno della tua inquadratura. Scegliere un fisso può comportare la perdita di alcune buone occasioni di scatto, casi nei quali il potere andare da 100 a 400 in pochi secondi farebbe la differenza.

Anche in questo caso, è difficile consigliare sulla lunghezza focale più adatta. Quando dovevo ancora scegliere quale tele acquistare valutavo anche i 300 mm. Poi mi sono informato sulle riserve naturali vicino casa mia “palude brabbia”, oasi “LIPU”: ho appreso che i capanni per i fotografi erano stati collocati molto distanti dai soggetti , ho fatto delle prove in loco, e solo dopo questa esperienza pratica,  ho capito che 300 mm potevano essere  sufficienti e mi sono voluto con grande sacrifico economico regalare un 300 mm Canon f2.8”.

Ancora una volta, fai le tue valutazioni sulla base delle caratteristiche del territorio in cui vivi. Avrai tutto il tempo, in futuro, per acquistare un corredo fotografico da viaggio.

In generale, la fotografia alla fauna richiede una lunghezza focale minima di 400 mm se si tratta di caccia fotografica vagante, nella quale vai in cerca dei tuoi soggetti spostandoti. Ma se fotografi da capanno, e non hai quindi nessuna possibilità di avvicinarti, lunghezze focali maggiori ti favoriscono.
Per fotografare cervi, caprioli, camosci, volpi, marmotte devi interporre molta distanza tra te e i tuoi soggetti: 300 mm sono pochi, 400 mm possono andare, dai 600 mm in su va decisamente meglio.

I GRANDANGOLARI & GLI ULTRAGRANDANGOLARI

La paesaggistica è LA BRANCHIA della fotografia naturalistica forse più frequentata. Diciamo che rispetto ad altre specializzazioni questa pur essendo impegnativa, lo è in modo diversificato da altre, dove per poter essere operativi in un certo modo sono necessari maggiori investimenti e contesti da dover creare ( vedi studio di posa per ritrattistica e still Life etc ).
Una considerazione su tutte da farsi per la foto paesaggistica è che in Italia in tutte le regioni, abbiamo offerto gratuitamente un palconscenico fantastico e singolare sotto l’aspetto paesaggistico:

un territorio decisamente splendido, bastano brevi e approccabili spostamenti in auto, moto, bicicletta perchè no, da appassionati per calarsi di fronte a vedute boschive, collinari o marittime nonchè lacustri mozzafiato.

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Su questi set naturali, Un obiettivo grandangolare ti permette di scattare sostanzialmente in ogni occasione. I “grandangolari” sono obiettivi con un angolo di campo ampio, che permettono inquadrature complete su vasti paesaggi. Proprio la prospettiva ultra wide che restituiscono può comportare difficoltà, soprattutto a livello compositivo.

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Si considerano grandangolari gli obiettivi al di sotto dei 50 mm. I supergrandangolari, invece, sono per esempio i 14 mm e i 16 mm: si tratta di ottiche di non facile gestione, che presentano spesso vistosi problemi di distorsione. In fotografia naturalistica i grandangolari si prestano, comunque, “a impieghi diversi dal solito”.

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Sono molto utilizzati nelle foto così dette “ambientate“: ovvero nelle quali un animale non è isolato dal paesaggio, ma perfettamente inserito in esso. In questo modo è possibile, per esempio, fotografare un ramarro mantenendo visibile e dettagliata tutta la campagna circostante in cui vive. In questo caso la foto fornisce anche “preziose informazioni sull’ambiente del soggetto”: decisamente accattivante e coinvolgente a livello espressivo e comunicativo!!!

PIU’ FOCALI IN UNICA SOLUZIONE “LO ZOOM”

ZOOM, ossia un range focale più o meno esteso, ad esempio, un 70-200 mm:
è il genere di obiettivo che porteresti con te quando l’escursione fotografica non ha uno scopo preciso e ti potrebbe capitare di fotografare qualsiasi cosa.
Si tratta, insomma, dell’obiettivo da tenere sempre montato sulla reflex. Gli zoom standard disponibili sul mercato sono diversi e i loro prezzi variano sulla base della qualità ottica e costruttiva, della velocità AF (auto focus), della luminosità e della presenza di un buon sistema di stabilizzazione.

IL CAVALLETTO O TREPPIEDE

Accessorio fondamentale per alcuni tipi di fotografie: lo è certamente per i paesaggi e le macro.
Nel primo caso, perché “i tempi di posa si allungano” e hai bisogno di chiudere il diaframma tenendo a fuoco sia il primo piano sia lo sfondo. Nella fotografia paesaggistica, infatti, si cerca di ottenere una buona “profondità di campo”:

  • si ricorre spesso a diaframmi come f/11 o f/16 che richiedono, affinché l’esposizione sia corretta, un allungamento dei tempi di posa ( a seconda della luce disponibile, si va da poche frazioni di secondo ai minuti ).

Questi tempi non vanno d’accordo con l’uso a mano libera della reflex: il rischio che la foto venga mossa è, praticamente, una certezza. Nel secondo caso, il treppiede permette di “comporre con massima precisione inquadrature nelle quali piccole variazioni fanno la differenza”
Quando componi una fotografia macro, infatti, diventa importante selezionare i dettagli che vuoi includere o escludere, e sono sempre dettagli piccolissimi.
Il “cavalletto” , tuttavia, non ha la sola funzione di limitare il mosso della fotocamera, ma è anche utile quando si utilizza attrezzatura pesante.

Non esiste un treppiede valido per tutti, ma esiste il treppiede migliore per te: sceglilo sulla base delle fotografie che scatti più spesso. “Se fai molte macro, verifica che ci sia la possibilità di spostare la colonna in posizione orizzontale”.

Dai, inoltre, un’occhiata alle caratteristiche tecniche e scegli cavalletti con altezze minime inferiori ai 30 cm: in caso contrario incontrerai molte difficoltà nel fotografare soggetti vicini al suolo.

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Se utilizzi molto il teleobiettivo, invece, ricordati che hai già molto peso nello zaino: scegli quindi un cavalletto leggero, come quelli in carbonio. Valuta anche la portata massima, ovvero il peso che il supporto può reggere: punta su un treppiede con una portata anche molto più ampia del peso effettivo di fotocamera + obiettivo.

LA MIMETIZZAZIONE VESTIARIA E AMBIENTALE/STRUTTURALE

Il mimetismo e le sue tecniche entrano di diritto nel mondo affascinante della fotografia naturalistica di stampo più “wild“. Durante le tue future escursioni fotografiche, avrai a che fare con soggetti spesso diffidenti, che attenderai per ore sdraiato nella vegetazione.
La tua missione è fotografarli senza spaventarli o disturbarli in alcun modo. In breve: devi diventare ai loro occhi un elemento del paesaggio come qualunque altro.
Procurati un abbigliamento adatto alla situazione climatica, ma di colore scuro e, possibilmente, “in linea con le scelte cromatiche del Corpo Forestale dello Stato”.
Ricorda che tutta la pelle esposta è ben visibile: indossa anche guanti e cappellini.

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La soluzione più economica è l’uso delle “reti mimetiche” con cui coprire te stesso e la macchina fotografica:

costano una decina di euro al metro ( due o tre metri ti saranno più che sufficienti ).
Una buona alternativa sono le ”coperture vegetali tridimensionali”, che puoi indossare sopra i vestiti: sono composte da due o tre pezzi e costano intorno ai 60 euro. Sono in grado di incrementare la tua integrazione con l’ambiente.

Nella “fotografia naturalistica d’appostamento” è molto diffuso l’uso dei capanni. Molte riserve naturalistiche mettono a disposizione “capanni fissi” con feritoie dalle quali “spiare” e fotografare gli animali, ma se nelle aree vicino casa tua non godi di questo privilegio puoi puntare sui capanni mobili. In rete si trovano molti tutorial su come auto costruirli, ma si possono, ovviamente, anche acquistare.

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Nella fotografia sopra riportata è chiaro che si è voluto ironizzare, sui capanni, questo trattasi di uno di quelli a postazione fissa costruiti appositamente in oasi naturalistiche o in aree dove si è voluto gestire un certo tipo di fotografia.

Esistono “capanni portatili” di ogni forma e dimensione, con o senza sedia, con o senza tetto, a uno o due posti. Tutti questi elementi incidono sul prezzo del prodotto, come anche la rapidità di montaggio e chiusura.
“Anche nel caso dei capanni ricorda: più leggero è, meglio è.

CONCLUSIONI
In questo articolo, ho cercato di darti qualche spunto per l’acquisto della tua nuova attrezzatura per fotografia naturalistica. Se sei un principiante, penso che la cosa più importante sia, come detto, “iniziare con un genere che hai occasione di praticare davvero nella tua area geografica”.

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Foto del profilo di Giordano Fassina

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Giordano Fassina, nato a Gavirate in provincia di Varese, sono da un ventennio appassionato in modo profondo dell'arte fotografica e mi diletto nel tempo che ho a disposizione a scattare e immortalare tutto ciò che la mia creatività mi suggerisce. La sintesi estrema è amo la fotografia in generale e cerco di esserne sempre più attratto.

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