COMPRENDERE LA CORRETTA ESPOSIZIONE, IL TONO MEDIO, E LA “REGOLA DEL SOLE”

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PREMESSA

Possiamo affermare quasi senza possibilità di essere smentiti che oggi nel secondo millennio iniziato tutte le moderne fotocamere, siano esse Compatte, Mirrorless Bridge sino alle arcinote Reflex, ➡  hanno un esposimetro incorporato e dispongono delle funzionalità di selezione delle “modalità di esposizione classiche”, che di seguito brevemente riassumiamo:

INDICE ARTICOLO

GHIERA DI REGOLAZIONE

1P PROGRAMMA ESPOSIZIONE AUTOMATICA ( AE )

2 Tv ESPOSIZIONE AUTOMATICA CON PRIORITA’ DEI TEMPI

3 Av ESPOSIZIONE AUTOMATICA CON PRIORITA’ DEL DIAFRAMMA

4 M ESPOSIZIONE MANUALE

QUINDI LA MACCHINA CI PERMETTE DI FARE FOTO CORRETTE E BEN ESPOSTE?

LA REGOLA DEL SOLE f/16

IMPORTANTE CONCETTO DA ASSIMILARE

ESPRIMI LA TUA VALUTAZIONE

GHIERA DI REGOLAZIONE

La ghiera di regolazione è un dispositivo presente su tutte le reflex, può essere invece assente nelle altre tipologie di macchine che hanno la regolazione dei parametri mediante menù digitale  o altro meccanismo di regolazione.

La sua funzione è fondamentale per poter definire i vari settaggi che si vogliono impostare sulla macchina in stretta relazione alle situazioni ambientali e alle caratteristiche degli scatti che vogliamo ottenere. Vediamo in seguito con maggior grado di dettaglio come comprenderla ed utilizzarla al meglio.

Ghiera-regolazione-00 Ghiera-regolazione-01

1.P – programma di esposizione automatica ( AE, auto exposure ): regola automaticamente i valori della coppia tempo/diaframma in base alla sensibilità ISO impostata sulla fotocamera e alla misurazione della luce effettuata. Come abbiamo già detto, è possibile modificare la combinazione apertura diaframma/velocità di scatto mantenendo invariato il valore dell’esposizione ( vedi: Teoria della corretta esposizione – Tempo e diaframma.

2.Tv – esposizione automatica con priorità dei tempi di scatto ( “Tv” sta per Time     value ): in questa modalità è possibile impostare manualmente la velocità di scatto dell’otturatore, mentre il valore di apertura del diaframma viene determinato automaticamente sempre in funzione della sensibilità ISO impostata sulla fotocamera e della luminosità del soggetto. Una velocità dell’otturatore elevata consente di riprendere il movimento di un soggetto che si sposta rapidamente       ( “congelandolo” ); con una velocità ridotta, il soggetto apparirà sfocato per dare l’impressione del movimento.

3.Av – esposizione automatica con priorità del diaframma ( “Av” sta per Aperture   value ): in questa modalità è possibile impostare manualmente il valore di apertura del diaframma desiderato, mentre il tempo di scatto dell’otturatore viene determinato automaticamente sempre in funzione della sensibilità ISO impostata sulla fotocamera e della luminosità del soggetto. Ad un’apertura del diaframma maggiore ( numero “f/” inferiore ) corrisponde uno sfondo sfocato: minore è il valore di f/, tanto più sfocato apparirà lo sfondo. Al contrario, quanto più chiuderemo il nostro diaframma               ( numero “f/” superiore ), tanto più i soggetti in primo piano e quelli sullo sfondo risulteranno a fuoco e maggiormente nitidi ( indipendentemente dalla loro distanza ). In certe situazioni, può essere molto utile effettuare un controllo visivo della profondità di campo per mezzo dell’apposito pulsante presente su molti modelli di SLR.

4.M – esposizione manuale: in questa modalità tanto la velocità di scatto dell’otturature, quanto l’apertura del diaframma vengono impostati direttamente dal fotografo. Oggi vedremo alcuni metodi per determinare i valori di esposizione corretti.

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QUINDI LA MACCHINA CI PERMETTE SEMPRE DI FARE FOTO CORRETTE E BEN ESPOSTE?

La titolazione del presente paragrafo, che fa anche da domanda provocatoria ma legittima, ci porta quindi a ipotizzare che grazie alle modalità di esposizione presenti sulle fotocamere, si può essere certi che sia sufficiente accendere l’apparecchio, puntare, scattare e ottenere delle immagini ottime.

Tempo fa un mio amico ma nell’ambito fotografico quello che indicherò gira in modo diffuso, ossia più volte è stata esposta la seguente frase,  la “P” marcata sul selettore dei modi di esposizione della fotocamera significava “il modo da usare per avere esposizioni sempre Perfette“…. la verità, invece, è che se si lascia il computer della macchina fotografica prendere tutte le decisioni al posto nostro NON è sicuramente il metodo migliore per ottenere l’esposizione più corretta, in particolare se vogliamo fotografare in modo creativo e con caratteristiche artistiche.

Le fotocamere non sono in grado di pensare. Non sanno cosa voi state fotografando e nemmeno conoscono come voi vorreste che fosse l’immagine finale. Scattare fotografie sempre mantenendo l’esposizione “suggerita” dall’esposimetro automatico della fotocamera è un modo rapido per ottenere… una schifezza! Ad una esposizione corretta si può arrivare in due modi:

1. Misurando con un esposimetro

2. Stimando la luce dell’ambiente

Valutando il grado di illuminazione a stima ci si presenta inevitabilmente un problema abbastanza ovvio e scontato:

in esterni, il livello dell’intensità luminosa è variabile. Anche se fosse costante, per determinare un’esposizione corretta bisognerebbe effettuare una serie di test: potreste scattare con tutte le combinazioni di tempo/diaframma possibili e giungere alla perfezione attraverso questo metodo sperimentale… molto poco pratico. Esiste un “Espediente naturale” induttivo, molto efficace per stimare l’esposizione ottimale, quando ci troviamo ad un livello d’illuminazione noto e costante: la luce solare diretta. Sotto capiremo come si fa, ma prima vediamo un concetto non semplice, ma utile e fondamentale:

  1. Che cosa s’intende per TONO MEDIO?

Il principio di valutazione della quantità di luce da parte degli esposimetri è tarato per restituire, ad ogni differente sensibilità ISO impostata, una gamma cromatica o b/n pari al 16-18% circa della luce incidente, quindi un valore medio: in poche parole, né troppo chiaro, né troppo scuro.

In futuro vedremo nel dettaglio e con dovizia di particolari cosa significa quello che ho appena detto, per ora vi basti sapere che la misurazione migliore per ottenere la resa esposimetrica più fedele al reale va effettuata su quel particolare della scena da riprendere che presenta appunto un cromatismo di tono medio che, come ho appena detto, non è né troppo chiaro, né troppo scuro. Le gradazioni tonali non vanno solo dal nero al bianco, ma dal colore molto scuro al colore molto chiaro. Giusto al centro, a metà strada tra questi due estremi, si trova il tono medio di qualsiasi colore: perciò avremo sì un grigio medio, ma anche un verde medio, un rosso medio, un azzurro medio, un marrone medio come nell’esempio della galleria immagini sopra riportata ecc. ( per noi che non facciamo solo foto in bianco e nero…). Qui accanto abbiamo un esempio di test per controllare la taratura dell’esposimetro per mezzo del tono medio: scelto un tono medio in base alla luce del momento, Edifico su sfondo, fotografato alcune volte, rappresentato nell’immagine con  differenti esposizioni in luce piena e uniforme ( con la camera sul treppiedi, ovviamente ) cambiando soltanto l’impostazione della sensibilità ISO. A questo punto sono stato in grado di scegliere la regolazione della macchina che preferivo, cioè quella che, secondo me, mi restituiva un soggetto in tono medio in un’immagine in tono medio.

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exposure_light

LA REGOLA DEL SOLE A  f/16

Prima premessa: in una giornata limpida e luminosa, a partire da 2 ore dopo l’alba e fino a 2 ore prima del tramonto, l’esposizione perfetta, con qualsiasi sensibilità ISO, per un soggetto di TONO MEDIO illuminato direttamente da una luce solare intensa è data dalla regola del sole a f/16.

Seconda premessa: il soggetto dev’essere di dimensioni sufficientemente grandi da superare almeno la taglia di un gatto; la luce deve provenire da dietro le spalle di chi sta scattando la fotografia e colpire il soggetto frontalmente.

Filtro ND variabile: prezioso per la fotografia, indispensabile per il mondo video cinematografico
Ore 12:00 Sole frontale Diaframma f/16
exposure_light-00
regola f/16 ore 11:00 Sole alle Spalle Sfondo Non troppo chiaro ne troppo Scuro

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Per cui, date le suddette premesse, la regola del sole a f/16 dice che: con il diaframma aperto a f/16, l’esposizione corretta è data dal valore del tempo di scatto più vicino al reciproco della sensibilità ISO impostata, cioè:

  • diaframma a f/16 => tempo di scatto = 1/ISO

Esempi:

  1. state fotografando con sensibilità impostata a 50 ISO  valore vicino, se le condizioni sono quelle adatte ad applicare la regola, allora: diaframma a f/16 e tempo = 1/60 di sec.
  2. state fotografando con sensibilità impostata a 200 ISO, se le condizioni sono quelle adatte ad applicare la regola, allora: diaframma a f/16 e tempo = 1/250 di sec. ( sì, perché 1/60 e 1/250 sono i tempi più prossimi corrispondenti al reciproco delle sensibilità adottate, rispettivamente 50 e 200 ISO ), ecc.

IMPORTANTE CONCETTO DA ASSIMILARE!!! 🙄

1. Queste esposizioni valgono per un soggetto di TONO MEDIO, né troppo chiaro, né troppo scuro.

2. Ricordate che state stimando l’esposizione, NON la state misurando! e che state fotografando in pieno sole…. per cui una lettura di raffronto anche sull’esposimetro della fotocamera sarebbe buona norma.

3. Questa regola è stata formulata ai tempi andati della pellicola, ma è ancora valida nell’era dei sensori digitali

4. Ricordate sempre che la regola del sole a f/16 è valida se e solo se: la luce è intensa, la giornata è limpida e luminosa e il sole è ben alto sull’orizzonte; NON funziona all’alba o al tramonto, né con la macrofotografia…. chiaro?!?

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Foto del profilo di Giordano Fassina

Written by 

Giordano Fassina, nato a Gavirate in provincia di Varese, sono da un ventennio appassionato in modo profondo dell'arte fotografica e mi diletto nel tempo che ho a disposizione a scattare e immortalare tutto ciò che la mia creatività mi suggerisce. La sintesi estrema è amo la fotografia in generale e cerco di esserne sempre più attratto.

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