COMPRENDERE E GESTIRE PERFETTAMENTE LA PROFONDITÀ’ DI CAMPO

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PREMESSA

In fotografia, la profondità di campo rappresenta la zona in cui gli oggetti nell’immagine appaiono ancora nitidi e sufficientemente focalizzati, nonostante il piano a fuoco sia uno soltanto. Spesso viene abbreviata con l’acronimo PdC ( o DoF dall’inglese Depth of Field ) ed è nota anche come profondità di campo nitido. Viene misurata generalmente in metri ( raramente in piedi, “feet” ), ma è possibile trovare valori anche in centimetri o in millimetri: la PdC nella fotografia Macro è notevolmente ridotta (qualche mm), rispetto a quella tipica della fotografia Paesaggistica ( qualche km ).

La messa fuoco è possibile esclusivamente su di un unico piano ortogonale all’asse ottico ( nella profondità della scena ). Per cui la PdC può essere considerata come la quantità dei piani ripresi, i quali mantengono una sufficiente apparenza di nitidezza. Naturalmente la PdC dipende da vari fattori, tra cui:

  • L’apertura del diaframma;
  • La distanza di messa a fuoco;
  • La lunghezza focale dell’obiettivo;
  • Il diametro del Circolo di Confusione (CdC o CoC).

Aprire il diaframma, avvicinare gli oggetti da mettere a fuoco e/o aumentare la focale, farà diminuire la profondità di campo e farà aumentare la dimensione dei circoli di confusione di tutti i punti dell’immagine. Allontanati dal piano di fuoco, i vari punti immagine tenderanno ad allargarsi sfocando sempre di più e l’effetto creato sarà maggiormente visibile sui punti luce. La zona di “corretta messa a fuoco” è in effetti millimetrica rispetto a quella apparente e quindi la PdC è per lo più solo un effetto ottico che svanisce ingrandendo l’immagine. Regolare la PdC è un po’ come regolare la “terza dimensione” della fotografia.

Per ogni impostazione dell’obiettivo c’è un’unica distanza a cui gli oggetti appaiono nitidi: quando combaciano con il piano focale.

La nitidezza diminuisce gradualmente sui vari piani dell’asse ottico, allontanandosi dal piano focale, in avanti (verso il fotografo) e indietro verso l’infinito. Il “campo nitido” è quell’intervallo di distanze davanti e dietro al soggetto a fuoco in cui la sfocatura è impercettibile o comunque ancora tollerabile; la PdC si dice essere maggiore se questo intervallo è ampio e minore se è ridotto.

Per motivi legati all’angolo di incidenza dei raggi luminosi, il campo nitido è sempre più esteso dietro piuttosto che davanti al soggetto a fuoco. Un punto al di fuori del campo nitido ( sfocato ) produce sulla pellicola un circolo di confusione, il cui diametro cresce man mano che ci si allontana dal campo nitido stesso.

INDICE DELL’ARTICOLO

PREMESSA

USARE BENE IL DIAFRAMMA PER UNA ADEGUATA GESTIONE DELLA PROFONDITA’ DI CAMPO

PER CAPIRE MEGLIO COSA E’ LA PROFONDITA’ DI CAMPO

SCARICA IL PDF DEL “CERCHIO DI CONFUSIONE”

QUANDO UTILIZZARE IL DIAFRAMMA APERTO E QUANDO IL DIAFRAMMA CHIUSO

E QUANDO FOTOGRAFIAMO GLI ANIMALI?

UN UTILE VIDEO PER APPROFONDIRE I CONCETTI ESPRESSI

SIMULATORE

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USARE BENE IL DIAFRAMMA PER UNA ADEGUATA GESTIONE DELLA PROFONDITÀ  DI CAMPO

Spesso osservando delle fotografie che abbiamo scattato ci rispondiamo: “avrei dovuto risaltare maggiormente  il soggetto e molto meno lo sfondo”, “Volevo che sia il soggetto che lo sfondo paesaggistico fossero a fuoco”  ect.
Quanto appena citato dipende unicamente dalla nostra capacità di saper “giocare” un parametro molto importante direi fondamentale della nostra reflex ossia il diaframma, tradotto andiamo a determinare un’azione sulla profondità di campo.

Solo quando si impara a controllare alla perfezione la profondità di campo attraverso il diaframma, infatti,
si inizia a padroneggiare davvero lo strumento fotografico.

Come abbiamo già considerato, un obiettivo può mettere a fuoco esclusivamente su un determinato piano focale.
Tutto ciò che si trova sul piano di messa a fuoco apparirà nitido, mentre tutto ciò che si trova dietro e
davanti il piano di messa a fuoco apparirà sfocato, ossia poco nitido.

 Immagine-03-A

 

Lunghezza-Focale-09

Ciò avviene perché un punto che si trova sul piano di messa a fuoco sarà riprodotto esattamente come un punto anche nella fotografia ottenuta, mentre un punto che si trova avanti o dietro il piano di messa a fuoco sarà riprodotto come un cerchietto sulla stessa fotografia. Si parla a questo proposito di cerchio di confusione ( per approfondire l’argomento si veda il tutorial Calcolare la profondità di campo ).

Nella pratica però, davanti e dietro il piano di messa a fuoco vi è un certo intervallo in cui la sfocatura è talmente contenuta da essere impercettibile: l’osservatore continua a vedere i particolari dell’immagine come nitidi. Questo intervallo è chiamato profondità di campo. Si tratta dell’intervallo all’interno del quale il cerchio di confusione è talmente piccolo da essere comunque percepito come un punto dall’osservatore.

Profondità-di-Campo
Schema Di Riferimento del Variare Profondità di Campo Rispetto al Soggetto “Oggetto” al variare del valore di Diaframma

 

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PER CAPIRE MEGLIO COSA E’ LA PROFONDITA’ DI CAMPO

Per capire meglio cosa è la profondità di campo, e come avviene gradualmente il passaggio dal piano di perfetta nitidezza al vero e proprio sfocato si osservi questa foto:

depth of field test 1
Esposizioni con Focali differenti e Diaframmi variati ad evidenziare la variazione della profondità di campo

Come esplicitato in modo molto diretto all’inizio del presente tutorial Il controllo della profondità di campo è sicuramente uno dei concetti fondamentali della fotografia. La profondità di campo, infatti, non è sempre uguale, come abbiamo visto ma si modifica  in stretta relazione ad alcuni parametri che di seguito mettiamo nuovamente e maggiormente in evidenza:

1) La percezione personale: entro certi limiti l’osservatore dell’immagine, può percepire come nitidi dei particolari che sono leggermente sfocati. Di solito più si acquisisce l’”occhio fotografico”, più si diventa severi nel giudicare l’immagine perché si raffina la capacità di distinguere, nell’immagine, ciò che è a fuoco da ciò che non lo è. Tale percezione dipende anche dall’ingrandimento della fotografia. Su una stampa di piccole dimensioni l’immagine può apparire più nitida.

2) La lunghezza focale: per semplificare – e molto – la questione, si usa dire che nei teleobiettivi la profondità di campo è inferiore rispetto ai grandangoli. Torneremo su questo punto con un altro tutorial.

3) La distanza del punto di messa a fuoco dal piano focale: se mettiamo a fuoco un soggetto vicino, a parità di lunghezza focale e di tutti gli altri parametri, la profondità sarà inferiore rispetto a quella che si ottiene mettendo a fuoco un soggetto più lontano. Anche su questo punto torneremo in seguito.

4) L’apertura di diaframma: che sarà oggetto di questo tutorial.

Il diaframma e la profondità di campo

Per farla breve e non dilungarci in prolissi e logorroici discorsi tecnici, la chiusura del diaframma fa aumentare la profondità di campo. Più il diaframma è chiuso, infatti, più i raggi che colpiscono il sensore saranno perpendicolari ad esso. Più i raggi di luce sono perpendicolari al sensore, più il cerchio di confusione dei piani fuori fuoco è piccolo e si avvicina ad essere percepito come un punto. Questo restituisce una sensazione di nitidezza.

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SCARICA PDF DEL “CERCHIO DI CONFUSIONE”

Per avere un dettaglio del concetto di “Cerchio di Confusione” puoi cliccare di seguito per il Download.

pdf_icon-02

pdc

Per capire cosa accade chiudendo il diaframma, si osservino le seguenti immagini.

dof (1)

 Le tre immagini sopra riportate ben illustrano come la variazione dell’apertura del diaframma porti ad ottenere immagini molto diverse dello stesso soggetto. Sta al fotografo selezionare, in base alla sua esperienza e al suo senso estetico, il diaframma più adeguato a restituire l’immagine che vuole ottenere.

Distanza-soggetto-HD-DSLR-Tecnica-fotografia-moderna-2

1_3_3_focus_fronte_big
Valore del diaframma basso quindi molto aperto f/2.8 Profondità di campo totalmente sfocata
6_6_3_grandangolo_big
Valore del diaframma molto alto, molta profondità di campo f/22

Si può con molta semplicità vedere dalle tre immagini riportate in precedenza come al variare del valore di diaframma rispetto alla posizione del soggetto varia completamente la nitidezza sullo sfondo, quindi la parte retrostante “profondità di campo” è proporzionalmente condizionata al valore di diaframma utilizzato.

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QUANDO UTILIZZARE IL DIAFRAMMA APERTO E QUANDO IL DIAFRAMMA CHIUSO

Da quanto esposto sino ad ora è normale anche che in ognuno nasca una domanda legittima, ossia quando utilizzare un diaframma aperto e quando utilizzare un diaframma chiuso? In generale, ma non è certo una regola, quando si fotografa un paesaggio si desidera che tutti i particolari della scena siano nitidi. Di solito quindi si opta per un diaframma più chiuso.

profondita-di-campo
Foto Paesaggistica Elevata Profondità di campo
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Foto Paesaggistica Elevata Profondità di campo

Quando si fa un ritratto, invece, di solito di desidera dare risalto al soggetto. Lo sfondo potrebbe distrarre inutilmente. Ecco quindi la necessità di usare un diaframma piuttosto aperto, magari abbinato ad una focale medio-tele.

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Fuoco sul Soggetto e Profondità di campo molto Ridotta
Modalità-di-scatto-priorità-di-diaframma-A-5
Altro esempio di Focalizzazione sul soggetto e Profondità di campo scarsa

 

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E QUANDO FOTOGRAFIAMO GLI ANIMALI?

La stessa cosa si può dire per la fotografia di animali. Spesso per dare maggior risalto al nostro amico a quattro zampe è preferibile “eliminare” lo sfondo, rendendolo così sfocato da risultare uniforma e poco invadente, come si vede nella foto sottostante, ottenuta con un teleobiettivo 150mm a diaframma f/2,8.

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Ritratto di animale la condizione non cambia soggetto a fuoco e Sfondo no quindi Profondità di Campo Ridotta
gatto22
Ritratto di animale la condizione non cambia soggetto a fuoco e Sfondo no quindi Profondità di Campo Ridotta

Il variare della profondità di campo in funzione del diaframma scelto può essere simulato utilizzando questo simpatico programmino on line come già in altri tutorial abbiamo richiamato

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UN UTILE VIDEO PER APPROFONDIRE ULTERIORMENTE IL CONCETTO DI PROFONDITÀ DI CAMPO E UTILIZZO DEL DIAFRAMMA IN CORRELAZIONE CON LO STESSO

 

SIMULATORE CLICCARE SULLA MACCHINA

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Written by 

Giordano Fassina, nato a Gavirate in provincia di Varese, sono da un ventennio appassionato in modo profondo dell'arte fotografica e mi diletto nel tempo che ho a disposizione a scattare e immortalare tutto ciò che la mia creatività mi suggerisce. La sintesi estrema è amo la fotografia in generale e cerco di esserne sempre più attratto.

One thought on “COMPRENDERE E GESTIRE PERFETTAMENTE LA PROFONDITÀ’ DI CAMPO

  1. Il tutorial data anche l’argomentazione è ben strutturato ed argomentato in modo fluido e comprensivo. Gli esempi sono adeguatamente correlati al concetto che si sta trasmettendo determinando un ulteriore innalzamento della comprensione di ciò che si sta esplicitando.
    Un parere quindi a conclusione decisamente favorevole con la richiesta di proporne altri in una notevole vastità di argomenti come presenti nella fotografia e nel fare fotografia

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