BILANCIAMENTO DEL BIANCO

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Il bilanciamento del bianco è certamente un motivo di “preoccupazione” per chi come me, mi metto come il primo della lista  vuole avere nei suoi scatti sempre una corretta esposizione, in particolare in tutte quelle situazioni dove il bilanciamento del bianco ha una valenza direi primaria e fondamentale nella composizione della nostra immagine.

Va escluso da questo ragionamento il fatto che si voglia appositamente dare un effetto sbilanciato alla nostra immagine, in quel caso però parliamo di situazioni  particolari dove soggettivamente ognuno esprime una propria forma artistica condizionando l’immagine, piaccia non piaccia corretta o meno che sia.

POSSIBILI AMBITI DOVE IL BILANCIAMENTO DEL BIANCO RIVESTE PARTICOLARE IMPORTANZA

Il Bilanciamento del bianco è da considerarsi in tutti gli scatti che noi facciamo molto importante, ovviamente ci sono ambiti dove una non corretta parametrizzazione può  rovinare e rendere inadatta la nostra esposizione, certamente una condizione ambientale dove il bilanciamento del bianco ha a mio personale parere, importanza fondamentale sono gli scatti fatti sulla neve.

Vediamo di seguito alcuni esempi e successivamente cercheremo in breve di dare delle spiegazioni teoriche e pratiche al fine di comprendere meccanismi di regolazione che possono aiutarci a curare al meglio le nostre esposizioni.

 

DIAMO ALCUNE IMPORTANTI INFORMAZIONI SULLA “TEMPERATURA COLORE”

Grafico gradi kelvin luce.
Le dominanti di colore che ci impongono di ricorrere al bilanciamento del bianco sono legate alla temperatura della radiazione di ogni sorgente luminosa. Per spiegarmi meglio, la luce di una candela ha una tonalità che tende a spostare tutti i toni di colore sul rosso, mentre una foto su sfondo innevato prima che sorga il sole sarà sicuramente tendente al blu, in quanto la luce già blu che proviene dal cielo viene riflessa ulteriormente dalla neve. Osservando lo schema a lato vi accorgerete di due cose molto strane:

  • Innanzitutto la luce rossa è più fredda della luce blu, nonostante psicologicamente siamo abituati a pensare il contrario, in realtà la temperatura necessaria per creare una radiazione bianca è maggiore a quella per creare una radiazione rossa.
  • In secondo luogo la luce del sole a mezzogiorno è più neutra rispetto a quella di una giornata leggermente nuvolosa. Questo dipende dal fatto che le nuvole riflettono l’azzurro del cielo, aumentando (spostando verso il blu) la temperatura del colore da contrastare.

GRAFICO-01

 

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Lo stesso ragionamento vale per le ore consecutive al tramonto, dove all’avvicinarsi della notte tutti i toni di azzurro si spostano sempre più verso il blu.

A titolo puramente informativo, la cifra indicata sulla barra colorata è espressa in gradi Kelvin e corrisponde alla temperatura che un corpo nero dovrebbe raggiungere affinché la radiazione luminosa emessa da quest’ultimo appaia cromaticamente più vicina possibile alla radiazione considerata

( wikipedia ). Di solito viene utilizzato come parametro impostabile nel bilanciamento manuale del bianco sul corpo macchina o sul software di fotoritocco.

In seguito uno specchietto riassuntivo che mostra la comparazione tra gradi Kelvin della luce e regolazioni effettuate in manuale da noi “presets” o direttamente in automatico dalla macchina “AWB” con le relative aree di associazione.

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COME DOBBIAMO COMPORTARCI PER SCATTARE AL MEGLIO CON IL BILANCIAMENTO DEL BIANCO AD ESEMPIO SCATTANDO SULLA NEVE

Non possiamo aspettarci che l’esposimetro della nostra macchina possa in tutte le occasioni e sempre, trovarci la giusta esposizione in particolare come avrete capito in quelle situazioni dove può essere messo “fuori strada”. Vediamo quindi come manovrare sulla nostra macchina per esporre in modo adeguato quando siamo inseriti in paesaggi innevati, un classico, tra le altre di questi giorni.

Fotografare la neve, infatti, è come detto una tipica  situazione in cui l’esposimetro sbaglia, perché l’immagine che andiamo a catturare è costituita in gran parte o totalmente da aree bianche, e questo viene visto dall’esposimetro, come un’immagine molto luminosa. La fotocamera, se in modalità automatica o Tv o Av, tenderà dunque a chiudere un po’ il diaframma e/o ad accelerare il tempo di scatto, col risultato che l’immagine apparirà troppo scura all’occhio umano, che a differenza dell’esposimetro, “sa” che la neve è bianca.

L’esposimetro vede tutto il mondo come se fosse un pannello grigio, e in particolare con un grigio 18%, questa è l’informazione tecnica teorica di base, da manuale. In altre parole, questo “pannello” riflette il 18% della luce che gli arriva. Questo perché secondo alcuni studi, un insieme di oggetti riflette la luce “in media” come lo fa un oggetto unico di color grigio 18%.

L’esposimetro viene dunque programmato per affermare che un’immagine è esposta correttamente quando vede che la luce riflessa dalla scena è la stessa che si avrebbe con un oggetto grigio al 18%. Questo è il principale limite degli esposimetri TTL (Through The Lens), ossia quelli integrati, che non compiono una misura diretta della intensità della luce (cioé non quantificano i fotoni della luce incidente), ma semplicemente “leggono” la luce riflessa.

Questo abbiamo detto essere giusto nella maggior parte delle situazioni, dove riprendiamo contemporaneamente oggetti bianchi, neri e colorati. Quando però il colore predominante della scena è il bianco, che è visto come luce, o è il nero, che è visto come buio, il discorso del grigio 18% come si può facilmente intuire, viene decisamente messo in crisi, per meglio parafrasare, non funziona più, ed è necessario che il fotografo, noi stessi si vada ad  apportare le giuste correzioni.

la neve appunto: c’è molto bianco, quindi l’esposimetro crede che ci sia molta luce e tenderà a fare una foto più scura del reale; bisognerà quindi sovraesporre.

Se al contrario volessimo fotografare un cavallo totalmente nero “Furia cavallo del West” , l’esposimetro penserebbe che la scena sia molto buia, e quindi cercherà di aprire il diaframma o allungare il tempo di scatto. Sarà nostro compito quindi sottoesporre, cioé dire alla macchina che la luce è presente nella scena, ma è il soggetto ad essere molto scuro.

Foto del profilo di Giordano Fassina

Written by 

Giordano Fassina, nato a Gavirate in provincia di Varese, sono da un ventennio appassionato in modo profondo dell'arte fotografica e mi diletto nel tempo che ho a disposizione a scattare e immortalare tutto ciò che la mia creatività mi suggerisce. La sintesi estrema è amo la fotografia in generale e cerco di esserne sempre più attratto.

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