100 ANNI DALLA GRANDE GUERRA 15/18 IL “FORTE DI OGA”

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PREMESSA

Ci sono luoghi che hanno segnato la nostra storia, e che la storia ha conservato in modo unico per non permetterci di dimenticare, quello che ognuno di noi può e dovrebbe fare è lasciare che tutto ciò entri a far parte  profondamente nella nostra esistenza permettendoci  di vivere con maggior responsabilità e rispetto verso pilastri  fondamentali della vita di tutti i giorni, non dimenticando mai che quanto di prezioso oggi abbiamo libertà, uguaglianza, democrazia, affondano le loro radici in luoghi come questo del quale in seguito ho l’onore e la semplicità da cittadino italiano di ricordare.

 

INDICE DELL’ARTICOLO

PREMESSA

IL FORTE VENINI DI “OGA”

CURIOSITA’

FOTOGRAFARE IN QUESTO LUOGO

FOCALI DA UTILIZZARE

GALLERIA FOTOGRAFICA DEL FORTE

INDICAZIONI IMPORTANTI

MAPPA PER LA LOCALIZZAZIONE DEL FORTE DI “OGA”

GLI ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO

DAI LA TUA VALUTAZIONE

 

IL FORTE VENINI DI “OGA”

Il Forte Venini, meglio conosciuto come Forte di Oga, è ubicato ai margini della riserva naturale dei Paluaccio di Oga, in Lombardia e precisamente in Valtellina.

Da una breve indagine bibliografica con esperti del luogo, la storia del Forte inizia circa 100 anni fa quando, nel 1899, la Commissione Suprema di difesa stabilì che, per la difesa della strada dello Stelvio, fosse necessario costruire una postazione di artiglieria fortificata alle Motte di Oga.
L’idea, grazie alla tranquillità garantita in quel periodo, venne però accantonata per qualche anno senonché, nel 1908, le difese della Valtellina tornarono ad essere considerate di prima importanza. Si iniziò allora a costruire la strada che dal fondovalle raggiunge le Motte di Oga.

Nel frattempo il comando individuò la posizione del Dossaccio ( m. 1740 slm ) e la ritenne preferibile a quella delle Motte di Oga per l’ubicazione della struttura militare, in quanto meglio posizionata, più protetta e difficilmente raggiungibile.
Dal Dossaccio era infatti possibile colpire obiettivi al Passo del Foscagno alle Bocchette di Pedenolo, al Passo delle Torri di Fraele, allo Stelvio ed in Valfurva. La particolare orientazione Est Ovest del Forte fu progettata affinché i cannoni a lunga gittata, analogamente a quanto avviene nelle navi militari, potessero ruotare e difendere tutti i passi ed i valichi potenzialmente soggetti al pericolo austriaco.
La costruzione terminò poco prima dell’esplosione della Prima Guerra Mondiale. Il Forte fu attrezzato con 4 cannoni aventi una gittata di circa 13 km, sufficiente per poter superare lo Stelvio e raggiungere Trafoi, paese allora ricompreso all’interno dei confine austriaco.

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Planimetria in Pianta della Locazione del Forte e delle mura di Protezione Esterne

Di seguito è possibile vedere dall’immagine le cupole corazzate al di sotto delle quali erano posizionati i cannoni, oggi non più presenti.

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Planimetria in Sezione del Forte OGA
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Cupola Corazzata con Cannone Sottostante

 

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Durante il conflitto, gli ufficiali osservatori italiani che stazionavano sui crinali posti a nord rispetto al Forte, trasmettevano al comando del Dossaccio, mediante linee telefoniche, preziose informazioni sugli obiettivi da colpire. Per i primi colpi venivano utilizzati dei traccianti così da poter verificare l’esattezza del tiro. Gli osservatori comunicavano quindi al comando gli eventuali “aggiustamenti di tiro” necessari e, una volta raggiunto con i traccianti l’obbiettivo, i cannoni cominciavano nella loro operazione di sparo.
Lo scopo del Forte non era comunque quello offensivo, bensì quello di ostacolare il transito di truppe nemiche sulla strada dello Stelvio, e di poter difendere il passo delle Torri di Fraele e gli accessi di Valdidentro e Valfurva.

Le artiglierie del Forte operarono efficacemente durante tutto il periodo della grande guerra, tanto che gli anziani raccontano che:”Tremavano i vetri delle case a Bormio quando sparavano dal Forte di Oga! Sparavano al di là dello Stelvio su Gomagoi e Trafoi!”. Terminata la prima guerra mondiale il Forte fu presidiato da un reparto di 30 uomini della fanteria e poi dell’artiglieria di montagna sino al 1938, anno in cui la struttura militare venne intitolata al valtellinese capitano Venini, medaglia d’oro al valor militare.

Da quell’anno sino all’otto settembre del 1943 vi fu di stanza un reparto del XII settore G.A.F ( guardia alla frontiera). Nel periodo della Repubblica di Salò la caserma fu occupata da fascisti e tedeschi che, a più riprese, prelevarono le armi per portarle a Sondrio. Il Forte non fu mai attaccato dai partigiani che vi fecero irruzione solamente nella primavera del 1945.
Al termine del conflitto il Forte fu abbandonato dalle truppe ma rimase custodito sino al 1958 quando l’esercito decise di abbandonare definitivamente la struttura ritenendo esaurita la sua funzione. Prima dell’abbandono vennero murate porte e finestre, parte dei materiale presente venne venduto come rottame ed i 14 cannoni se ne andarono definitivamente dal Dossaccio. Purtroppo l’abbandono dei Forte Venini sin dal 1958 favorì i furti e la distruzione di preziosi reperti storici. Solo a partire dal 1985, su iniziativa della Comunità Montana Alta Valtellina, il Forte è stato ripristinato e riaperto al pubblico.

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CURIOSITA’

Recenti opere di ripristino, tinteggiatura dei locali e delle torrette hanno reso più accoglienti gli ambienti per la loro visita. Il forte, con tutta l’area circostante ed i manufatti ad esso correlati ( reticolati, casermette, baluardi, ecc… ) costituisce un interessantissimo “unicum” per la conoscenza diretta di quella che fu la Grande Guerra combattuta sui fronti alpini. Tutto il complesso è sicuramente un supporto ideale quale meta di escursioni e visite didattiche di interesse storico per tale periodo. Al forte sono legati, oltre ai tristi ricordi dei conflitti mondiali, le storie umili e la “microstoria” della zona e le genti che lo ospitano facendo parte dell’ambiente del “Dossaccio” di Oga: Riserva Naturale Regionale del Paluaccio e della Torbiera.

FOTOGRAFARE IN QUESTO LUOGO SACRO

 

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Informazioni per scattare le foto al forte di OGA

La grande affabilità e disponibilità dei valtellinesi, nelle persone che si incontrano nel presidiare il luogo come “Storici e guide” nel rispetto dello stesso, permettono di effettuare tutte le foto che si ritiene di fare sia all’esterno che all’interno.

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FOCALI DA UTILIZZARE

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Gli spazi sono molto ridotti, in quanto trattasi di una fortificazione, con una focale da 35 mm si possono effettuare inquadrature complete di quanto si incontra visitando i vari spazi adibiti chi ad armeria, chi ad infermeria ect.

La luce decisamente scarsa anche se le pareti sono state imbiancate ed è presente un illuminazione con richiami al periodo storico quindi bassa e calda, il flash lo sconsiglio per non alterare l’atmosfera che va colta autentica quindi diaframma molto aperto a seconda della luminosità della focale, e tempi bassi ma non tali da richiedere il cavalletto 1/30 1/60 con f3.5/f4.0 con ISO 200 o se si vuole anche 400 per aumentare il tempo di scatto ed avere maggior nitidezza dell’immagine.

GALLERIA FOTOGRAFICA DEL FORTE DI OGA

Cliccando su questa Immagine collegato alla galleria del Forte di OGA

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INGRESSO AL FORTE DI OGA, CLICCA E COLLEGATI ALLA GALLERIA DI IMMAGINI

 

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INDICAZIONI IMPORTANTI

Il Forte è facilmente raggiungibile dal fondovalle (Bormio – Strada Statale) percorrendo la provinciale nr. 28 di Oga – Le Motte, proseguendo per l’abitato di Oga e da qui per un unica via asfaltata e immersa nella verdeggiante boscaglia…nei pressi del Forte si trova un ampio parcheggio e un ristoro aperto sia in estate che in inverno per la presenza dei moderni impianti sciistici del San Colombano.
La cartellonistica predisposta dalla Comunità Montana nei pressi del parcheggio è una utile guida per la visita alla Riserva Naturale del Paluaccio.

Nuovo percorso fotografico-storico all’interno del Forte.
Norme di comportamento nell’area del Forte Venini di Oga:

  • Non uscire dai percorsi segnalati
  • Non oltrepassare i reticolati: pericolo
  • Procedere con cautela: attenzione ai fondi scivolosi
  • I minori di 14 anni devono essere accompagnati

MAPPA PER LA LOCALIZZAZIONE DEL FORTE DI OGA


  

GLI ORARI I CUI E’ POSSIBILE VISITARE IL FORTE

Orari di Apertura

MAGGIO-GIUGNO

Dal 15 maggio al 14 giugno 2015
tutti i sabato e domenica dalle 10,00 alle 16,00

GIUGNO-SETTEMBRE

Dal 15 giugno al 13 settembre 2015 tutti i giorni dalle 10,00 alle 18,30

SETTEMBRE-NOVEMBRE

Dal 19 settembre al 2 novembre (compreso)
tutti i sabato e domenica dalle 10,00 alle 16,00
chiusura per manutenzione dal 3 novembre al 4 dicembre

DICEMBRE 2015
da sabato 5 a martedì 8 ( ponte dell’immacolata) dalle 10,00 alle 16,00
sabato 12 e domenica 13 dalle 10,00 alle 16,00
sabato 19 e domenica 20 dalle 10,00 alle 16,00
tutti i giorni dal 26 dicembre al 5 gennaio dalle 10,00 alle 16,00

GENNAIO E FEBBRAIO 2016
tutti i sabato e domenica dalle 10,00 alle 16,00
apertura speciale nelle settimane di Carnevale e Pasqua 2016
Al di fuori dei giorni e degli orari prefissati apertura a richiesta per gruppi di almeno 10 persone
Biglietti di ingresso 2015

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Foto del profilo di Giordano Fassina

Written by 

Giordano Fassina, nato a Gavirate in provincia di Varese, sono da un ventennio appassionato in modo profondo dell'arte fotografica e mi diletto nel tempo che ho a disposizione a scattare e immortalare tutto ciò che la mia creatività mi suggerisce. La sintesi estrema è amo la fotografia in generale e cerco di esserne sempre più attratto.

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